Lo stress test o un test da stress?

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  • Roberto Domenichini
    Senior Member
    • May 2010
    • 1201

    #1

    Lo stress test o un test da stress?

    Dopo le baggianate del presidente della FED Bernanke oggi assisteremo al siparietto del “fai finta almeno di stare bene”.

    Dopo le baggianate del presidente della FED Bernanke oggi assisteremo al siparietto del “fai finta almeno di stare bene”.

    Mi riferisco al giudizio (ma in che modo?) che un gruppo di esperti (ma di che?) darebbe alle 91 banche che si sottopongono a questa farsa (è troppo divertente!).

    Le banche sono tutte tecnicamente fallite ma i beoti hanno la necessità che qualcuno gli dica se vanno bene o male. Il problema non è l’assetto patrimoniale, che comporterà eventuali aumenti di capitale, ma la creazione di denaro con la truffa delle truffe: il moltiplicatore dei depositi.

    Provo a spiegarlo in maniera originale.

    Perché mettiamo i soldi sul conto corrente? Semplicemente perché tenerli in casa non è visto come moralmente corretto e soprattutto è più comodo il deposito presso le banche.

    In poche parole, occhio che arriva il centro della truffa delle truffe, i soldi non li mettiamo sul c/c perché li vogliamo vincolare, in modo che la banca possa prestarli ai vari imprenditori. Sui depositi a vista i soldi non dovrebbero essere prestati semplicemente perché i correntisti non stanno chiedendo investimenti produttivi.

    Questo porta a espandere il credito, visto che la banca ha l’obbligo su ogni deposito di trattenere solo il 2% e il resto prestarlo, e quindi aumentare gli investimenti “produttivi” facendo credere agli agenti economici che sia in corso una ripresa economica con i fiocchi.

    E’ un problema di equilibrio finanziario. Se io vincolo i miei soldi a 10 anni la banca ha tutto l’interesse a prestarli, e sarebbe corretto, facendoli rientrare entro i 10 anni perché chi vincola il denaro lo fa con l’intenzione di usarli tra 10 anni. Ma se li metto sul conto corrente domani li rivoglio. Quando capiremo che il risparmio è semplicemente una scelta intertemporale: risparmio oggi, e non li metto sul c/c oggi, per poterli spendere domani.

    Il problema è che se tutti corressero in banca per ritirarli la stessa banca fallirebbe. Ecco perché sono tutte tecnicamente fallite. Infatti si sono inventate il bancomat, la carta di credito, i bonifici, le riba, facendoci credere che è per il nostro beneficio. Peccato che il costo individuale e sociale è molto più alto dei benefici.

    Proviamo da domani a utilizzare solo il contante e compriamo delle belle opzioni Put sugli istituti di credito. Il guadagno è garantito.

    Il problema è molto più grande della bazzecola teatrale che ci propineranno oggi i vari ispettori e controllori del nulla. Ma è necessario! Non si sa mai che domani qualcuno potrebbe aprire gli occhi realmente sul problema centrale.

    Buon trading

  • Roberto Domenichini
    Senior Member
    • May 2010
    • 1201

    #2
    Re: Lo stress test o un test da stress?

    calp calp calp


    Per citare Cocciante :" Era già tutto previsto"

    Solo 7 banche su 91?

    La farsa è riuscita come da copione.

    Ma come si permette questo Roberto Domenichini di anticipare le notizie!

    Ragazzi non vi ho dato solo il pesce (la notizia anticipata) ma anche la canna da pesca (spiegato il motivo per cui la notizia doveva uscire fintamente positiva).

    Seguite i miei articoli su Playoptions e vedrete che trasformeremo le notizie come se fossero degli O.I. da analizzare

    Scusate ma ho una necessità urgente....... calp calp calp

    Comment

    • gothics
      Senior Member
      • Mar 2010
      • 178

      #3
      Re: Lo stress test o un test da stress?

      calp e i mercati salgono! laugh


      *STRESS TEST: Intesa Sanpaolo, Tier 1 all\'8,2% in 2011 con rischio sovrano

      Scusa Roberto ma che è sto "rischio sovrano"???

      Comment

      • Vito Nolè
        Member
        • Jul 2010
        • 93

        #4
        Re: Lo stress test o un test da stress?

        Ciao Roberto,

        non solo le banche sono fallite, ma anche molti stati. Purtroppo il debito pubblico di molti stati è inesigibile.
        Le banche per ora, ancora reggono perchè la fiducia dei cittadini nel sistema bancario non è ancora venuta meno. Tutti i mezzi di informazione (pardon di disinformazione), media, giornali , televisioni sono molto attenti a infondere fiducia nel sistema al cittadino.

        Qualche citazione:

        Rothbard diceva "più a lungo si protrae un boom di natura inflazionistica più doloroso e severo sarà il necessario processo correttivo"

        Mises: "a volte può essere necessario alimentare la fornace con la mobilia, ma non ci si deve illudere di aver trovato un nuovo magnifico modo di scaldare la casa"

        Mises: "Non c\'è modo di evitare il collasso finale di un boom indotto da un\'espansione creditizia. La scelta è solo se la crisi debba avvenire prima come risultato dell\'abbandono volontario di un\'ulteriore espansione del debito o più tardi con la totale catastrofe del sistema monetario coinvolto"

        Bob Dylan: "Un grand\' uomo una volta disse che c\' è chi ti rapina con una penna stilografica. Non ci vuole molto a scoprire cosa voleva dire esattamente"

        saluti Vito

        Comment

        • Roberto Domenichini
          Senior Member
          • May 2010
          • 1201

          #5
          Re: Lo stress test o un test da stress?

          Originariamente Scritto da gothics
          calp e i mercati salgono! laugh


          *STRESS TEST: Intesa Sanpaolo, Tier 1 all\'8,2% in 2011 con rischio sovrano

          Scusa Roberto ma che è sto "rischio sovrano"???
          Ciao gothics

          Io ci scherzo ovviamente per sdrammatizzare ma la situazione è veramente seria. Il rischio sovrano lo ha scritto sotto vito.

          Grazie per aver letto l\'articolo

          p.s. Nel prossimo articolo spiego in modo semplice e comprensibile a chiunque la tragedia dell\'espansione di credito non richiesta.

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          • Roberto Domenichini
            Senior Member
            • May 2010
            • 1201

            #6
            Re: Lo stress test o un test da stress?

            Originariamente Scritto da Vito Nolè
            Ciao Roberto,

            non solo le banche sono fallite, ma anche molti stati. Purtroppo il debito pubblico di molti stati è inesigibile.
            Le banche per ora, ancora reggono perchè la fiducia dei cittadini nel sistema bancario non è ancora venuta meno. Tutti i mezzi di informazione (pardon di disinformazione), media, giornali , televisioni sono molto attenti a infondere fiducia nel sistema al cittadino.

            Qualche citazione:

            Rothbard diceva "più a lungo si protrae un boom di natura inflazionistica più doloroso e severo sarà il necessario processo correttivo"

            Mises: "a volte può essere necessario alimentare la fornace con la mobilia, ma non ci si deve illudere di aver trovato un nuovo magnifico modo di scaldare la casa"

            Mises: "Non c\'è modo di evitare il collasso finale di un boom indotto da un\'espansione creditizia. La scelta è solo se la crisi debba avvenire prima come risultato dell\'abbandono volontario di un\'ulteriore espansione del debito o più tardi con la totale catastrofe del sistema monetario coinvolto"

            Bob Dylan: "Un grand\' uomo una volta disse che c\' è chi ti rapina con una penna stilografica. Non ci vuole molto a scoprire cosa voleva dire esattamente"

            saluti Vito
            VITO sono come il balsamo i tuoi commenti e mi arricchiscono nella conoscenza della scuola austriaca

            Citi Rothbard e Mises!

            Mises ha spiegato moltobene come dovrebbe funzionare correttamente una sana economia (in un futuro articolo verrà ripreso).

            Certo che la seconda che hai citato di Mises è la dimostrazione che l\'economia è una scienza esatta, molto più esatta della fisica (anche su questo vedremo la dimostrazione che ne da Rothbard).


            Arriviamo al commento.

            Lo Stato ha un patrimonio pubblico di circa 1700 miliardi di euro. Circa il valore delnostro debito. Visto che i titoli di stato sono in mano alle banche, ops ai risparmiatori venduti dalle banche, come fondi comuni, sicav, gestioni separate delle polizze vita si evince che il patrimonio statale non è pubblico ma è in mano alle banche e assicurazioni.

            Se venisse "privatizzato lo stato" non riusciremmo a estinguere totalmente il debito ugualmente. ma la cosa peggiore è che non lo possiamo estinguere perchè serve alla BCE a emettere moneta e alle banche private che la controllano per espanderla a dismisura con il credito non richiesto.

            Le borse salgono perchè da una parte i risparmiatori non sono a conoscenza dell\'economia (ovviamente conoscono molto bene quella insegnata sullo stupidario dell\' università).

            Ma poi che senso ha dire che il Bund è il termometro dell\'economia? E tutti gli assidui lettori de "Il sole 24 ore" ci credono anche.

            Il Bund è un debito ovvero spazzatura. Punto e basta.

            Il vero termometro sono le piccole imprese che producono ricchezza senza aiuti di stati e che verrà dilapidata dallo stato per distribuirla in modo inefficiente e anche malavitoso tra le cosche partitiche. (Se vi facesse piacere leggetevi "Elogio dell\'evasore fiscale di Leonardo Facco").

            Tizio produce 100 con il sudore della fronte e lo stato gliene prende direttamente 50 mentre l\'altro 30 gli sarà sottratto indirettamente. Guadagno di Tizio 20.

            Lo stato prende i denari e indice un bando di concorso per assumere un burocrate al quale gli darà 20 euro e il resto di 60 viene dato a Caiao che è un amico di sempronio al quale era stato promesso che.....e i soldi vanno a puttane, ops scusate vanno a escort.

            Lo stato ha reso raffinato anche lo sfruttamento della prostituzione che poi con il finto moralismo combatte in parlamembro.

            Che schifo ragazzi!

            Non mi dilungo anche perchè dovrete sopportarmi ancora finchè mi faranno parlare


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            • pidi10
              Senior Member
              • Apr 2008
              • 4076

              #7
              Re: Lo stress test o un test da stress?

              Originariamente Scritto da gothics
              calp e i mercati salgono! laugh


              *STRESS TEST: Intesa Sanpaolo, Tier 1 all\'8,2% in 2011 con rischio sovrano

              Scusa Roberto ma che è sto "rischio sovrano"???
              Il rischio sovrano è quello riferito al debito garantito da uno Stato.

              Comment

              • Vito Nolè
                Member
                • Jul 2010
                • 93

                #8
                Re: Lo stress test o un test da stress?

                Riguardo al debito, sovrano o meno sempre debito è. 1700 o 1800 miliardi (stando all\' ultima rilevazione della banca (banda) d\' italia, di debiti per l\' italia sono impossibili da pagare.

                Grillo disse riguardo ad una società con un discreto debito: "Ma come si fà ad avere 4000 miliardi di debiti? Io dovevo a uno 300 mila lire e mi dormiva sul pianerottolo se non glieli restituivo."

                Roberto hai colto in pieno riferendoti alla conoscenza dell\' economia, dicendo "i risparmiatori non sono a conoscenza dell\'economia (ovviamente conoscono molto bene quella insegnata sullo stupidario dell\' universit&#224".

                E\' da anni che all\' università non si insegna più economia, si insegna come gestire la macchina dell\' economia intervenendo nei punti critici per minimizzare l\' impatto dell\' inflazione. Per dirla in breve si insegna "inflazionomia", cioè la tecnica di gestione dell\' economia nell\' epoca dell\' inflazionismo. Esattamente è dall\' influenza delle terie di Keynes, teorie che facevano comodo ai governanti . Purtroppo non si studia neanche la storia, si può essere dei bravi economisti solo se si conosce la storia economica di un paese.

                Riguardo a Mises, purtroppo non potrò mai avere la possibilità di leggere il testo per eccellenza che tutti gli economisti dovrebbero aver letto, "l\' azione umana". Anzi credo che non sia mai stato tradotto in italiano.

                saluti Vito

                Comment

                • Roberto Domenichini
                  Senior Member
                  • May 2010
                  • 1201

                  #9
                  Re: Lo stress test o un test da stress?

                  Ciao PIDI (e dai rispondi al mio commento sulla formazione del prezzo dell\'opzione).

                  Caro Vito purtroppo si crede erroneamente che la banca centrale sia necessaria per regolare la massa monetaria al fine di contenere l\'inflazione. Almeno questo è ciò che dichiarano nello statuto.

                  Le persone sono alla ricerca di titoli di stato (ahahah) che rendano più dell\'inflazione.

                  Cosa voglio dire?

                  Che l\'inflazione, la peggiore imposta che paghiamo come esseri disumani, è ritenuta fisiologica. Senti che belle parole: l\'inflazione deve essere fisiologica dicono i vari economisti che appoggiano il sistema cleptocratico.

                  Inoltre, sempre per statuto, la BC non deve giustificare le proprie decisioni come avviene nei Paesi dall\'accountalbility.

                  Il sitema bancario è di gran lunga peggiore della mafia. La riserva frazionaria decuplica la massa monetaria senza che vi sia un corrispettivo aumento della ricchezza reale. Se solo le persone conoscessero i meccanismi di tale sistema forse non si andrebbe più a votare, o almeno si andrebbe solo se il coefficiente di riserva obbligatoria venisse portato al 100%.

                  Ma il beota italiota ogni 5 anni si sente importante. Gli viene fatto credere che può cambiare le sorti del paese ma in realtà deve solo legittimare questo sopruso e poi andare a guardare la partita di pallone.

                  Il racket bancario necessita dell\'appoggio della politica e la politica necessita dell\'appoggio delle masse che come ebbe a dire non so chi: la massa è donna! vuole essere fottuta!

                  Penso inoltre che i nostri siano soltanto sfoghi legati all\'inadeguatezza di un sistema che conosciamo e che fortunatamente nel mondo delle veline e dei calciatori viene ignorato. La mia intenzione non è quella sicuramente di cambiare il mondo ma di avere almeno un lettore con il quale posso condividere e dividere il fardello emozionale che queste questioni comportano.

                  Grazie Vito

                  Un caro saluto

                  Comment

                  • pidi10
                    Senior Member
                    • Apr 2008
                    • 4076

                    #10
                    Re: Lo stress test o un test da stress?

                    Il fardello emozionale te lo creo io.

                    Se non ci fosse il moltiplicatore, ci sarebbe meno massa monetaria, la banca centrale sarebbe obbligata ad immettere più moneta direttamente per mantenere l\'equilibrio tra beni scambiabili e moneta necessaria per lo scambio, altrimenti i tassi di interesse andrebbero alle stelle (il prezzo della moneta è il tasso di interesse che in carenza di offerta aumenterebbe), rallentando l\'economia (minori investimenti) per far si che la quantità dei i beni prodotti si adegui alla massa monetaria a disposizione.
                    Quindi le banche con il moltiplicatore sono delle benefattrici che ci consentono di mantenere il nostro tenore di vita e per tenore di vita intendo godere dei magnifici prodotti che l\'industria mondiale mette sul mercato.

                    Quindi mi domando: MA TU CHE STAI DICENDO?

                    PS: Ciao PIDI (e dai rispondi al mio commento sulla formazione del prezzo dell\'opzione).
                    Non ho visto la domanda

                    Comment

                    • winnieservice
                      Senior Member
                      • Jan 2010
                      • 676

                      #11
                      Re: Lo stress test o un test da stress?

                      Permettete che mi inserisca nell\'interessantissimo dibattito, forse con una voce fuori coro.

                      Niente moltiplicatore = niente affidamenti bancari = stop economia

                      Il credit crunch nasce proprio dalla crisi di liquidità, e credit crunch significa togliere ossigeno all\'economia.

                      Eliminare o ridurre drasticamente il moltiplicatore provocherebbe (secondo il mio modestissimo punto di vista) una contrazione molto pesante della capacità (e della "volontà") di far credito delle banche.

                      L\'economia italiana, purtroppo, tranne rari casi, non è svincolata dal credito bancario... quante aziende sono "giustamente" capitalizzate dalla proprietà e/o sono in grado di attingere risorse dal mercato dei capitali e non dal sistema bancario ?

                      Abbiamo visto il sistema finanziario in difficoltà e ne abbiamo notato anche le ripercussioni a livello economico mondiale...
                      L\'ultima crisi è strettamente connessa con un pesante deleveraging del sistema finanziario che si è incartato su se stesso e... guarda guarda... siamo caduti in recessione a livello globale...

                      Senza una giusta (non troppa...) quantità di leva (ed il moltiplicatore è una leva...) l\'economia si ferma.
                      Non credo infatti che il risparmio mondiale a livello globale sia in grado di finanziare, senza leva, il corrispondente fabbisogno di credito.

                      Qui sul Forum molto spesso ci siamo intrattenuti sul fatto che l\'economia reale è in forte sofferenza ed abbiamo anche spesso dibattuto su come invece i mercati si muovono non tenendo affatto conto di ciò. Sappiamo anche il perchè... gli attori sono sempre gli stessi...

                      Pur senza nascondere le colpe del sistema bancario, per carità... ma, senza polemica... (ripeto, non ho le competenze di Roberto e di altri) credo che dalla teoria alla pratica ce ne passa parecchio, secondo me...

                      Un saluto a tutti
                      ... io? beh... io speriamo che me la cavo ...

                      Comment

                      • pidi10
                        Senior Member
                        • Apr 2008
                        • 4076

                        #12
                        Re: Lo stress test o un test da stress?

                        E mi permetto di aggiungere che con la logica della "copertura al 100% da parte delle banche se no è truffa", non potremmo neanche girare in auto perchè non esisterebbero le assicurazioni.
                        Ce la vedete voi una compagnia di assicurazione che contro il ricevimento del tuo premio di RCA auto, blocca il massimale, che può essere anche di milioni di euro, in banca a favore del pagamento del rischio che si è assunta con la tua polizza?

                        ..... ma parliamo di greche....... che è meglio!

                        Se poi vogliamo dire che nel sistema bancario ci siano delle persone in cattiva fede anche agli alti livelli, siamo perfettamente d\'accordo, come ce ne sono in quasi tutti i settori però..... e io con le banche non ho un feeling propriamente sentimentale, ma bisogna essere obiettivi e tra tutti quelli in cattiva fede che esistono al mondo quelli proprio che io non riesco a sopportare sono quelli che pontificano e mettono in giro storielle come questa e che spesso convincono i puri, magari solo per avere il loro tornaconto in termini di visibilità.

                        Roberto: SVEGLIATI!

                        Comment

                        • Vito Nolè
                          Member
                          • Jul 2010
                          • 93

                          #13
                          Re: Lo stress test o un test da stress?

                          Per tutti coloro che pensano che la ricchezza sia dovuta all\' aumento della massa monetaria.

                          L\' articolo che potete leggere è un pò lungo, ma molto interessante, scritto da Alan Greenspan nel 1966 prima di insidiarsi a capo della Federal Reserve, quando era ancora spinto da un briciolo onestà intellettuale.
                          La lettura permette, se letta con attenzione di comprendere meglio le dinamiche monetarie e inflattive con tutto ciò che ne consegue.


                          L’oro e la libertà economica

                          Questa interessante analisi di Alan Greenspan, datata 1966, precede di alcuni anni lo storico svincolo del dollaro dall\'oro, e sembra puntare il dito in maniera inconfutabile su uno dei fattori principali che stanno oggi alla radice dei problemi che dominano l\'intera economia mondiale.


                          Gold and Economic Freedom

                          Alan Greenspan (1966)

                          L’avversione quasi isterica nei confronti del gold standard è un atteggiamento che unisce tutti gli uomini di governo. Forse in modo più chiaro e sottile di molti difensori del laissez-faire, essi sembrano percepire che l’oro e le libertà economiche siano imprescindibili, che il gold standard sia uno strumento di laissez-faire e che ciascun termine implichi e richieda l’altro.

                          Al fine di capire l’origine di questa avversione, è necessario, prima di tutto, capire il ruolo specifico dell’oro nel contesto di una società libera. La moneta è il comune denominatore di tutte le transazioni economiche. E’ quel bene che serve come mezzo di scambio, che viene accettato da tutti i membri di una economia di scambio

                          ... nel pagamento di beni e servizi, che può essere usato come standard di valore e come riserva di valore, cioè come mezzo di accumulazione del risparmio.

                          L’esistenza di un bene siffatto è condizione necessaria per la divisione del lavoro. Se l’uomo non avesse potuto disporre di un bene dotato di valore oggettivo, generalmente accettato come moneta, avrebbe dovuto ricorrere al baratto o sarebbe stato costretto a vivere in fattorie autosufficienti, rinunciando in tal modo agli inestimabili vantaggi della specializzazione. Se l’uomo non avesse avuto modo di conservare ricchezza nel tempo, se non avesse avuto cioè la possibilità di risparmiare, gli scambi e i piani economici di lungo termine non sarebbero stati possibili.

                          Il mezzo di scambio accettato dagli attori economici non viene determinato arbitrariamente. Innanzitutto esso dovrebbe essere un bene durevole. In una società primitiva caratterizzata da un basso livello di ricchezza, il grano potrebbe essere un bene sufficientemente durevole per diventare un mezzo di scambio; in tale contesto tutti gli scambi avverrebbero infatti durante il raccolto o in una fase immediatamente successiva, senza lasciare al termine del processo alcun surplus da conservare. In società più ricche e più civilizzate, ovvero laddove la conservazione di valore è ritenuta importante, il mezzo di scambio deve invece essere necessariamente un bene durevole, di solito un metallo.

                          In genere si sceglie un metallo perché dotato di caratteristiche di omogeneità e divisibilità: le unità sono tra di loro fungibili, possono inoltre essere fuse e suddivise in quantità differenti. I gioielli preziosi, per esempio, non sono né omogenei né divisibili.

                          Caratteristica ancora più importante è che il bene sia un bene di lusso. Il fatto che i desideri dell’uomo per gli oggetti di lusso siano illimitati ne garantisce una domanda continua e una perenne accettabilità. Il grano è un lusso nelle civiltà denutrite ma non lo è nelle società più prospere. Le sigarette non sono comunemente usate come moneta ma lo furono in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale quando vennero considerate un bene di lusso. Il termine “bene di lusso” implica scarsità e alto valore unitario. Avendo un alto valore unitario, un bene siffatto è facilmente trasportabile; un’oncia d’oro, ad esempio, equivale come valore a mezza tonnellata di ghisa.

                          Nelle prime fasi di sviluppo di una economia basata sulla moneta possono essere utilizzati diversi mezzi di scambio. Tuttavia, il bene che tende ad essere accettato in misura maggiore rimpiazzerà gradualmente tutti gli altri. Le preferenze slitteranno infatti verso il bene più largamente accettato e ritenuto la migliore riserva di valore. Questo, in virtù delle preferenze ricevute, verrà accettato quindi con maggior favore.

                          Lo slittamento è progressivo fino a quando quel bene emergerà come l’unico mezzo di scambio. L’utilizzo di un solo bene è estremamente vantaggioso per le stesse ragioni che rendono l’economia basata sulla moneta superiore a quella fondata sul baratto: esso favorisce gli scambi su vastissima scala.

                          Che sia l’oro, l’argento, le conchiglie, il bestiame o il tabacco ad emergere dalla selezione, non ha nessuna importanza, esso dipende dal contesto e dallo sviluppo di un dato paese. Non a caso tutti questi beni sono stati impiegati, in periodi diversi, come mezzi di scambio.

                          Nel secolo in corso, le due commodity principali, l’oro e l’argento, sono state usate come mezzi di scambio internazionale, e a tal fine l’oro è diventato poi il mezzo predominante. Avendo l’oro sia usi artistici che funzionali ed essendo relativamente scarso, presenta notevoli vantaggi rispetto a tutti gli altri mezzi di scambio. Dall’inizio della Prima Guerra Mondiale è stato l’unico standard di scambio internazionale. Se tutti i beni e i servizi dovessero essere pagati in oro, la gran parte dei pagamenti sarebbe difficile da effettuare, ciò tenderebbe a limitare nella società i vantaggi della divisione del lavoro e della specializzazione. La logica prosecuzione alla creazione di un mezzo di scambio diventa pertanto lo sviluppo di un sistema bancario e l’emissione di titoli di credito (banconote e assegni) in grado di sostituire l’oro ma convertibili nello stesso.

                          Un libero sistema bancario basato sull’oro è in grado di creare banconote (moneta) e di estendere il credito in base alle esigenze della produzione economica. I proprietari di oro, attirati dal pagamento di interessi, lo depositano in banca e sulla base di quel deposito hanno la possibilità di utilizzare gli assegni come strumento di pagamento. Siccome è raro che tutti i depositanti si presentino a ritirare l’oro nello stesso momento, il banchiere ha bisogno di mantenere come riserva solo una parte dei depositi totali. Ciò gli consente di concedere prestiti in misura maggiore del totale dei depositi (in altre parole egli finisce col detenere, più che l’oro stesso a piena garanzia dei depositi, dei titoli di debito a valere sulle proprie riserve). Tuttavia, il banchiere non può permettersi di concedere prestiti in misura del tutto arbitraria: deve farlo valutando la propria base di riserve reali e lo stato dei propri investimenti.

                          Quando le banche prestano denaro per finanziare attività economiche redditizie, i prestiti vengono ripagati rapidamente e le disponibilità di nuovo credito sono generalmente fluide e continue. Ma quando le imprese finanziate dal credito bancario sono meno redditizie e lente nel ripagare i debiti, i banchieri finiscono col ritrovarsi un ammontare di prestiti in essere eccessivo rispetto alle riserve in oro. Essi cominciano pertanto a ridurre l’ammontare di nuovi prestiti, generalmente facendo pagare tassi di interesse più alti.

                          Questo tende a ridurre i finanziamenti alle nuove imprese e a imporre indirettamente ai debitori un aumento della propria redditività come condizione necessaria per l’ottenimento di nuovo credito teso al finanziamento dell’espansione operativa. Perciò, sotto il regime del gold standard, un sistema bancario si impone come il protettore della stabilità economica e di una crescita equilibrata. Quando l’oro è accettato come mezzo di scambio dalla maggioranza delle Nazioni, il gold standard, non ostacolato, libero e internazionale serve a incoraggiare una divisione del lavoro a livello mondiale e un più vasto commercio internazionale.

                          Nonostante le unità di scambio (dollaro, pound, franco, etc.) differiscano da paese a paese, il fatto di definirle tutte in termini di oro rende le economie dei diversi paesi riconducibili ad un’unica economia, sempre che non ci siano restrizioni sul commercio o sui movimenti di capitale. Il credito, i tassi di interesse e i prezzi tendono a seguire andamenti simili in tutti i paesi. Per esempio, se le banche di un paese concedessero credito troppo facilmente, i tassi di interesse in quel paese tenderebbero a scendere, inducendo i depositanti a spostare il loro oro verso le banche di altri paesi che pagano interessi più alti. Questo provocherebbe immediatamente una carenza delle riserve bancarie nei paesi “dai soldi facili”, provocando un restringimento del credito e un ritorno verso tassi di interesse più alti e competitivi.

                          Un sistema bancario completamente libero e un gold standard pienamente compatibile non sono stati ancora raggiunti. Prima della Prima Guerra Mondiale, il sistema bancario degli Stati Uniti (e della maggior parte del mondo) era basato sull’oro e anche se i governi intervenivano occasionalmente, l’attività bancaria era più libera che controllata. Periodicamente, come risultato di una espansione troppo rapida del credito, le banche cominciavano a elargire prestiti fino al limite delle loro riserve in oro, i tassi di interesse di conseguenza aumentavano rapidamente, si restringeva il credito e l’economia entrava in una recessione brusca ma di breve durata (infatti paragonata alle recessioni del 1920 e del 1932 i rallentamenti dell’attività economica antecedenti la Prima Guerra Mondiali furono piuttosto moderati). Erano le limitate riserve di oro a fermare per tempo un’espansione economica squilibrata, prima cioè che essa potesse provocare dei disastri finanziari analoghi a quelli verificatosi dopo la Prima Guerra Mondiale. I periodi di riassestamento erano pertanto brevi e le economie in grado di ristabilire velocemente le solide basi necessarie alla nuova fase espansiva.

                          La cura alle contrazioni economiche fu mal diagnosticata così come la malattia: se la carenza di riserve bancarie causava un rallentamento economico – argomentarono gli economisti – perché non trovare il sistema di fornire alle banche le riserve sufficienti in modo da non lasciarle mai a secco? Se le banche potessero continuare a prestare denaro senza restrizioni – fu sostenuto – non ci sarebbero rallentamenti economici. E così nel 1913 fu organizzato il sistema della Federal Reserve. Consisteva in dodici banche regionali possedute da investitori privati, ma in realtà, patrocinate, controllate e sostenute dal governo.

                          Pur non essendo di fatto legale, il credito concesso da queste banche venne in pratica garantito dal potere di tassazione del governo federale. Tecnicamente, si mantenne il gold standard; gli individui erano ancora liberi di possedere oro ed esso continuava a essere usato come riserva bancaria. Tuttavia adesso, il credito accordato dalle banche costituenti il sistema della Federal Reserve (“riserve cartacee”) poteva essere utilizzato legalmente in aggiunta all’oro per rimborsare i titolari dei depositi.

                          Quando nel 1927 l’economia americana subì una leggera contrazione, la Federal Reserve creò maggiori riserve cartacee nella speranza di prevenire l’eventuale scarsità delle riserve bancarie. Ancora più disastroso fu, tuttavia, il tentativo della Federal Reserve di aiutare la Gran Bretagna che stava perdendo le proprie riserve auree a favore degli USA, in quanto la Banca d’Inghilterra si rifiutava di aumentare, nonostante le forze di mercato lo imponessero, i tassi di interesse (il fatto sarebbe stato politicamente sconveniente).

                          Il ragionamento delle autorità si riassume come segue: se la Federal Reserve avesse pompato eccessive quantità di riserve cartacee nelle banche americane, i tassi di interesse americani sarebbero scesi ai livelli della Gran Bretagna; questo avrebbe fermato la perdita di oro nel sistema bancario inglese ed evitato negli UK l’imbarazzo politico di dover alzare i tassi di interesse. La “Fed” ci riuscì; fermò la perdita di oro da parte del sistema inglese ma, come conseguenza, per poco non distrusse le economie mondiali. L’eccessivo credito pompato dalla Fed si riversò sul mercato azionario dando avvio a un incredibile boom speculativo. Con un certo ritardo, i funzionari della Federal Reserve cercarono di arginare le riserve in eccesso e riuscirono a frenare il boom. Ma era troppo tardi; nel 1929 gli squilibri dovuti alla speculazione erano diventati così dirompenti che quel tentativo finì col causare una profonda recessione. L’economia americana collassò. La Gran Bretagna se la passò ancora peggio ma anzi che accettare le conseguenze dei propri errori, nel 1931 abbandonò completamente il gold standard, lacerando ciò che rimaneva della fiducia dei depositanti e provocando una serie di fallimenti bancari in tutto il mondo. Le economie mondiali piombarono nella Grande Depressione degli anni 30.

                          Con una logica che ricorda quella della generazione precedente, gli uomini di governo attribuiscono al gold standard la causa del collasso del credito che portò alla Grande Depressione. Se il gold standard non fosse esistito, essi sostengono, l’abbandono da parte della Gran Bretagna dei pagamenti in oro nel 1931 non avrebbe causato il fallimento delle banche in tutto il mondo. L’ironia vuole che dal 1913 non esistesse più il gold standard ma quello che si potrebbe chiamare “un gold standard misto”; tuttavia ad essere colpevolizzato fu solo l’oro.

                          L’opposizione al gold standard in ogni forma - da parte di un numero crescente di sostenitori del Welfare State (lo Stato sociale) – fu sostenuta comunque da una concezione ancora più sottile: la realizzazione che il gold standard sia incompatibile con deficit di spesa cronici (il marchio di distinzione del Welfare State). Spogliato dal suo gergo accademico, il Welfare State non è niente altro che un meccanismo attraverso il quale i governi confiscano il bene dei membri produttivi di una società per sostenere un vasto numero di piani assistenziali. Una parte consistente della confisca è effettuata dalla tassazione. Tuttavia, come riconobbero subito gli uomini di governo del Welfare State, il mantenimento del potere politico era condizionato fortemente dal prelievo fiscale e dal rispetto di certi limiti di tassazione. Di conseguenza per finanziare le spese del Welfare State si rese necessario il ricorso a massicci deficit di spesa pubblica, ovvero, si presentò la necessità di prendere a prestito il denaro emettendo obbligazioni governative.

                          Sotto il gold standard, l’ammontare di credito che una economia può sostenere è determinata dai beni tangibili della stessa economia, dato che ogni strumento di credito è, in fin dei conti, un diritto su qualche bene tangibile.

                          Ma le obbligazioni governative non sono finanziate da ricchezza tangibile, rappresentano solo la promessa del governo di sborsare nel futuro parte del reddito ottenuto tramite il prelievo fiscale.

                          L’emissione di una grande quantità di nuove obbligazioni governative, di difficile assorbimento da parte del mercato, può essere venduta al pubblico solo a tassi di interesse progressivamente crescenti. Per questa ragione il debito pubblico sotto il gold standard è severamente limitato.

                          L’abbandono del gold standard ha reso possibile agli uomini di governo del Welfare l’utilizzo del sistema bancario come mezzo per espandere il credito in maniera illimitata. Hanno creato riserve cartacee in forma di obbligazioni di Stato le quali, attraverso una serie complessa di procedimenti, sono accettate dalle banche al posto degli asset tangibili e trattate come se fossero veri depositi, ovvero come l’equivalente di ciò che in precedenza era il deposito aureo.

                          Il possessore di un titolo di stato o di un deposito bancario creato dalle riserve cartacee crede di avere un valido diritto su un bene reale. Ma la verità dei fatti è che adesso ci sono più diritti che beni reali. La legge della domanda e dell’offerta non può essere ingannata. Man mano che la riserva di moneta (di diritti) cresce, relativamente alla riserva di beni tangibili dell’economia, i prezzi devono necessariamente aumentare. In tal modo i risparmi dei membri della società perdono valore in termini di beni reali. Quando i conti economici tornano nuovamente in equilibrio, questa perdita di valore rappresenta il valore dei beni acquistati dal governo, per il Welfare o per altri fini, e pagati con la moneta creata tramite l’emissione di obbligazioni e finanziata dall’espansione del credito bancario.

                          In assenza del gold standard è impossibile proteggere i risparmi dalla confisca realizzata attraverso l’inflazione. Non esiste riserva di valore sicura. Se ci fosse, il governo dovrebbe dichiarare quel possesso illegale, come è stato fatto nel caso dell’oro (nel 1933 negli USA, ndt). Se ognuno decidesse, per esempio, di convertire i propri depositi bancari in oro o in rame o in qualsiasi altro bene reale e si rifiutasse di accettare gli assegni come mezzo di pagamento, i depositi bancari perderebbero il loro potere d’acquisto e i crediti creati dai governi non avrebbero più nessun valore come diritto sui beni reali. La politica finanziaria del Welfare vuole che i possessori di ricchezza non abbiano nessun modo di proteggersi dalla confisca.

                          Questo è il meschino segreto delle campagne degli uomini di governo del Welfare contro l’oro. I deficit di spesa sono un semplice sistema per confiscare ricchezza. L’oro ostacola questo insidioso processo. Si pone a protezione dei diritti di proprietà. Se si capisce questo, non si ha difficoltà a capire l’avversione degli uomini di governo verso il gold standard.

                          Alan Greenspan

                          Traduzione di Roberta Panizzoli

                          (Questo articolo è apparso per la prima volta sulla newsletter “The Objectivist” pubblicata nel 1966 e ristampata in “Capitalism: The Unknown Ideal” di Ayn Rand).


                          saluti Vito

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                          • pidi10
                            Senior Member
                            • Apr 2008
                            • 4076

                            #14
                            Re: Lo stress test o un test da stress?

                            Per tutti coloro che pensano che la ricchezza sia dovuta all\' aumento della massa monetaria.

                            Un interessante articolo.

                            Sono d\'accordo che la ricchezza non sia dovuta all\' aumento della massa monetaria.
                            Ma la massa monetaria deve essere della dimensione dei beni da scambiare.
                            Non maggiore, ma uguale.
                            La quantità di oro estratto annualmente in tutte le miniere del mondo è stata irrisoria rispetto all\'incremento di valore dell\'economia nel dopo guerra.
                            Quindi si è dovuto escogitare qualche meccanismo innovatore, come l\'abbandono della parità aurea, a modifica dei patti di Bretton Woods, da parte di Nixon a cui segui il Smithsonian Agreement del G10 nel 1971.

                            Se non si fosse fatto, noi oggi non saremmo dove siamo.
                            Pensiamo a quale sviluppo c\'è stato dal 71 ad oggi.
                            Che abbia comportato e comporti aspetti negativi o che si possano prestare alla manipolazione, o che il sistema sia migliorabile, va bene.
                            Ma non possiamo ragionare senza inserire nel conto il vantaggio che tale decisione ha portato all\'umanità, solo perchè ormai è acquisita. Attenzione perchè si fa presto a perderlo.
                            Noi stiamo vivendo un\'epoca in cui si vivono gli effetti alla lunga di tale decisione, e chi ci ha preceduto non poteva avere la visione precisa di quanto c\'é ora, come ce l\'abbiamo noi.
                            Quindi chi è preposto deve ragionare su come migliorare il sistema e non semplicisticamente come condannare ciò che è stato fatto.

                            Su Greenspan poi, che è stato nominato presidente della FED da Regan solo nel 1987, cioè a giochi fatti, basta andare su Wilkipedia per leggere quanto segue:
                            Greenspan viene visto come antiquato nel suo attaccamento al concetto di parità aurea e criticato per la sua difesa a spada tratta del laissez-faire.
                            Per quanto riguarda la parità aurea la sua posizione contiene una certa ironia, visto il ruolo della Fed nell\'emissione di moneta. Alcuni Oggettivisti come Leonard Peikoff ed Harry Biswanger hanno affermato che il suo incarico alla Fed costituisce un abbandono dei principi dell\'Oggettivismo e dei suoi principi di "libero mercato".
                            Secondo altri Oggettivisti Greenspan invece avrebbe deliberatamente agito in modo da minare il sistema della Federal Reserve col risultato di accumulare di amministrazione in amministrazione un debito pubblico destinato a causare il collasso del sistema della Fed stessa, con la naturale conseguenza di preparare la strada al ritorno alla parità aurea. Questo scenario mostrerebbe un certo parallelismo con quanto descritto da Ayn Rand nel suo Atlas Shrugged (La rivolta di Atlante) in cui il personaggio di Francisco d\'Anconia sabota l\'industria del rame deliberatamente contribuendo allo sfascio dell\'economia americana. Da più parti Ayn Rand viene indicata come il romanziere preferito di Greenspan.

                            Cioè: un camaleonte dell\'economia.









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                            • Roberto Domenichini
                              Senior Member
                              • May 2010
                              • 1201

                              #15
                              Re: Lo stress test o un test da stress?

                              Ahi ahi ahi il PIDI cade su una buccia di banana: le banche , ovvero i mm, sono delle benefattrici. riso

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