Un quesito sulla determinazione del prezzo di una Call

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  • the learner
    Senior Member

    • Dec 2011
    • 571

    #16
    Occhio alla premessa!

    Originariamente Scritto da tucciotrader
    possiamo dire quindi 0,50? ovvero il 50% del payoff?
    PREMESSA: se non si è interessati al discorso logico che porta al calcolo, per la risposta andare direttamente alle ultime sei righe del post.


    In finanza il prezzo di qualsiasi contratto è sempre il valore attuale del payoff atteso. Questo significa che il prezzo teorico è la risposta alla domanda “data una certa aspettativa su quanto varrà il contratto a scadenza (payoff atteso), quanto sei disposto a pagare oggi (valore attuale del payoff atteso)?”.

    Quindi hai due problemi: calcolare il valore atteso del contratto a scadenza ed attualizzare questo valore atteso ad oggi (istante in cui valuti il prezzo teorico). Il primo problema implica il dover trovare le probabilità da associare ai diversi possibili eventi che si possono verificare (nel tuo caso 2 eventi: prezzo del sottostante 101 o 99); il secondo problema implica il dover trovare il giusto tasso d’interesse a cui scontare questa tua aspettativa.

    Logica vorrebbe che si stimino, in qualche modo, le probabilità reali associate ai possibili eventi futuri e che si trovi il giusto tasso per lo sconto.
    Esistono difficoltà su entrambi i fronti, ma soprattutto sul secondo perché la rischiosità è soggettiva.

    La rischiosità di un’operazione può essere incorporata sia nelle probabilità associate agli eventi che nel tasso a cui sconti il tutto. Basti pensare ad un bond che paga 100 a scadenza. Se questo bond è emesso da un soggetto non a rischio default il valore atteso dello strumento è 100 (qualsiasi evento accada tu devi pesare questo 100 per la probabilità reale di accadimento, ma qualsiasi sia l’evento tu hai sempre 100 quindi sostanzialmente 100 è anche il tuo valore atteso). Per conoscere il prezzo devi portare ad oggi questo valore atteso. Quindi, prendi il 100 e lo attualizzi usando un giusto tasso d’interesse. In questo caso, il tasso giusto è il tasso risk free. Nel caso banale di tasso pari a 0%, il prezzo di un simile strumento non può che essere 100.
    Se però introduci l’elemento rischio le cose cambiano un po’. Da un lato hai che i possibili payoff non saranno sempre 100 (avrai scenari di default o ristrutturazione che avranno una determinata probabilità di accadimento) e dall’altro il valore atteso non puoi più scontarlo al tasso risk free perché questa operazione è, per definizione, non risk free. Quindi questo non sarebbe il tasso giusto.

    Come calcolare questo tasso? Eh, qui si apre un mondo. Ma c’è una strada molto utile che prevede un ragionamento di questo tipo. La rischiosità, come detto, è incorporata sia nelle probabilità che usi per calcolare l’aspettativa sia nel tasso che usi per scontare ad oggi. Dato un prezzo di un contratto rischioso, allora, puoi usare il tasso risk free per scontare ma trasferire il rischio (che non viene incorporato più nel tasso a cui sconti) dal tasso alle probabilità.

    Un tasso d’interesse su un’operazione rischiosa ha due componenti: la componente risk free ed una componente aggiuntiva che puoi chiamare premio per il rischio (quindi ciò che chiedi in aggiunta al tasso privo di rischio per accollarti il rischio dell’operazione).

    Le probabilità che finora abbiamo visto solo le probabilità reali dell’evento. Ad esempio, nel lancio di una monetina tu hai il 50% di probabilità reale di avere testa. Questa è una probabilità reale perché è il risultato della legge di probabilità che governa il fenomeno “lancio della monetina” nel mondo reale.
    Ma se tu togli al tasso rischioso la sua componente di premio per il rischio, allora devi scaricare questo rischio su una qualche misura.

    Se è chiaro che, dati i possibili payoff di un contratto rischioso, il prezzo è funzione delle probabilità reali che associ ai possibili eventi e del tasso rischioso che usi per scontare questo valore atteso, allora se tu anziché usare questo tasso rischioso (perché difficile da calcolare) volessi usare il tasso risk free, la rischiosità “remunerata” dal premio per il rischio viene scaricata sull’unica misura che puoi variare: le probabilità reali.
    Quando queste probabilità reali sono chiamate ad incorporare anche la rischiosità associata al premio per il rischio, hai una nuova misura di probabilità che è sintetica, creata ad hoc per favorire il pricing del contratto. Non è quindi una misura reale perché non è il frutto di una legge di probabilità che governa il fenomeno nel mondo reale.
    Pensa alla monetina. Hai un contratto che paga tra 1 periodo 1 se esce testa (con probabilità reale 50%) e 0 altrimenti (con probabilità reale 50%) e che ha un tasso rischioso del 10%. Il prezzo oggi lo puoi calcolare prendendo il valore attuale reale (0.5*1€ + 0.5*0€ à 0.5€) ed attualizzarlo ad oggi col tasso rischioso del 10%. Avresti quindi circa 0.45€ (= 0.5€ / (1 + 10%) ) e, diciamo, questo prezzo teorico è in linea con il prezzo di mercato. Ma se tu non conoscessi il tasso rischioso perché ti è difficile sapere a quanto ammonta il premio per il rischio? Come fai a prezzare il contratto?
    Tu saprai sempre a quanto ammonta il tasso privo di rischio. Mettiamo sia il 3% (per cui nel nostro esempio deduci che il premio per il rischio sia del 7%). Qualunque metodo di pricing tu scelga il prezzo deve venire vicino a 0.45€. Se usassi il tasso privo di rischio (3%) visto che è l’unico che conosco, ma mantenessi uguali le probabilità (quindi continuerei ad usare le probabilità reali associate al lancio della monetina), avrei un prezzo pari a 0.49€ (= 0.5€ / (1 + 3%) ). Il prezzo è più alto perché abbiamo eliminato la componente di rischio che prima veniva remunerata dal premio per il rischio. Ma il contratto è rischioso per cui, se vogliamo continuare ad usare il tasso risk free per scontare (perché ci risulta conveniente farlo dal momento che ci evita di stimare il premio per il rischio) allora dobbiamo scaricare il rischio sulle probabilità! Abbandoniamo le probabilità reali e passiamo a quelle sintetiche (le uniche che contano nel tradizionale mondo del pricing). Il passaggio alla nuova misura lo risparmio considerato il fine informativo del mio messaggio ma, in questo semplice caso, avresti due nuove misure sintetiche associate ai due eventi. Uscirà testa con probabilità 46% (sebbene la probabilità reale fosse pari 50%) e croce con probabilità 54% (sebbene la probabilità reale fosse 50%). Con queste nuove probabilità posso calcolare il nuovo valore atteso: (0.46*1€ + 0.54*0€) = 0.46€.Questo valore atteso incorpora già tutta la rischiosità dell’operazione per cui il suo valore attuale lo posso calcolare usando il nostro tasso risk free: 3%.
    Ottengo dunque il prezzo di 0.45€ (= 0.46€ / (1 + 3%) ).


    Scusandomi per la lunghezza di questo messaggio, vengo al punto. Tu hai due possibili payoff: 1 (con probabilità 60%) e 0 (con probabilità 40%). Il valore atteso è 1*0.6 + 0*0.4 = 0.6€. Avendo un tasso rischioso pari a 0% (quindi 0% è la somma del tasso risk free pari a 0% e del premio per il rischio pari a 0%), le probabilità reali coincidono con quelle sintetiche per cui quello è esattamente il payoff atteso che avresti anche nel mondo sintetico. Dato il tasso risk free a 0%, 0.6€ sarà allora anche il prezzo da pagare oggi per questo contratto.

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    • sifuandrea
      Senior Member

      • Nov 2011
      • 630

      #17
      Originariamente Scritto da the learner
      PREMESSA: se non si è interessati al discorso logico che porta al calcolo, per la risposta andare direttamente alle ultime sei righe del post.


      In finanza il prezzo di qualsiasi contratto è sempre il valore attuale del payoff atteso. Questo significa che il prezzo teorico è la risposta alla domanda “data una certa aspettativa su quanto varrà il contratto a scadenza (payoff atteso), quanto sei disposto a pagare oggi (valore attuale del payoff atteso)?”.

      Quindi hai due problemi: calcolare il valore atteso del contratto a scadenza ed attualizzare questo valore atteso ad oggi (istante in cui valuti il prezzo teorico). Il primo problema implica il dover trovare le probabilità da associare ai diversi possibili eventi che si possono verificare (nel tuo caso 2 eventi: prezzo del sottostante 101 o 99); il secondo problema implica il dover trovare il giusto tasso d’interesse a cui scontare questa tua aspettativa.

      Logica vorrebbe che si stimino, in qualche modo, le probabilità reali associate ai possibili eventi futuri e che si trovi il giusto tasso per lo sconto.
      Esistono difficoltà su entrambi i fronti, ma soprattutto sul secondo perché la rischiosità è soggettiva.

      La rischiosità di un’operazione può essere incorporata sia nelle probabilità associate agli eventi che nel tasso a cui sconti il tutto. Basti pensare ad un bond che paga 100 a scadenza. Se questo bond è emesso da un soggetto non a rischio default il valore atteso dello strumento è 100 (qualsiasi evento accada tu devi pesare questo 100 per la probabilità reale di accadimento, ma qualsiasi sia l’evento tu hai sempre 100 quindi sostanzialmente 100 è anche il tuo valore atteso). Per conoscere il prezzo devi portare ad oggi questo valore atteso. Quindi, prendi il 100 e lo attualizzi usando un giusto tasso d’interesse. In questo caso, il tasso giusto è il tasso risk free. Nel caso banale di tasso pari a 0%, il prezzo di un simile strumento non può che essere 100.
      Se però introduci l’elemento rischio le cose cambiano un po’. Da un lato hai che i possibili payoff non saranno sempre 100 (avrai scenari di default o ristrutturazione che avranno una determinata probabilità di accadimento) e dall’altro il valore atteso non puoi più scontarlo al tasso risk free perché questa operazione è, per definizione, non risk free. Quindi questo non sarebbe il tasso giusto.

      Come calcolare questo tasso? Eh, qui si apre un mondo. Ma c’è una strada molto utile che prevede un ragionamento di questo tipo. La rischiosità, come detto, è incorporata sia nelle probabilità che usi per calcolare l’aspettativa sia nel tasso che usi per scontare ad oggi. Dato un prezzo di un contratto rischioso, allora, puoi usare il tasso risk free per scontare ma trasferire il rischio (che non viene incorporato più nel tasso a cui sconti) dal tasso alle probabilità.

      Un tasso d’interesse su un’operazione rischiosa ha due componenti: la componente risk free ed una componente aggiuntiva che puoi chiamare premio per il rischio (quindi ciò che chiedi in aggiunta al tasso privo di rischio per accollarti il rischio dell’operazione).

      Le probabilità che finora abbiamo visto solo le probabilità reali dell’evento. Ad esempio, nel lancio di una monetina tu hai il 50% di probabilità reale di avere testa. Questa è una probabilità reale perché è il risultato della legge di probabilità che governa il fenomeno “lancio della monetina” nel mondo reale.
      Ma se tu togli al tasso rischioso la sua componente di premio per il rischio, allora devi scaricare questo rischio su una qualche misura.

      Se è chiaro che, dati i possibili payoff di un contratto rischioso, il prezzo è funzione delle probabilità reali che associ ai possibili eventi e del tasso rischioso che usi per scontare questo valore atteso, allora se tu anziché usare questo tasso rischioso (perché difficile da calcolare) volessi usare il tasso risk free, la rischiosità “remunerata” dal premio per il rischio viene scaricata sull’unica misura che puoi variare: le probabilità reali.
      Quando queste probabilità reali sono chiamate ad incorporare anche la rischiosità associata al premio per il rischio, hai una nuova misura di probabilità che è sintetica, creata ad hoc per favorire il pricing del contratto. Non è quindi una misura reale perché non è il frutto di una legge di probabilità che governa il fenomeno nel mondo reale.
      Pensa alla monetina. Hai un contratto che paga tra 1 periodo 1 se esce testa (con probabilità reale 50%) e 0 altrimenti (con probabilità reale 50%) e che ha un tasso rischioso del 10%. Il prezzo oggi lo puoi calcolare prendendo il valore attuale reale (0.5*1€ + 0.5*0€ à 0.5€) ed attualizzarlo ad oggi col tasso rischioso del 10%. Avresti quindi circa 0.45€ (= 0.5€ / (1 + 10%) ) e, diciamo, questo prezzo teorico è in linea con il prezzo di mercato. Ma se tu non conoscessi il tasso rischioso perché ti è difficile sapere a quanto ammonta il premio per il rischio? Come fai a prezzare il contratto?
      Tu saprai sempre a quanto ammonta il tasso privo di rischio. Mettiamo sia il 3% (per cui nel nostro esempio deduci che il premio per il rischio sia del 7%). Qualunque metodo di pricing tu scelga il prezzo deve venire vicino a 0.45€. Se usassi il tasso privo di rischio (3%) visto che è l’unico che conosco, ma mantenessi uguali le probabilità (quindi continuerei ad usare le probabilità reali associate al lancio della monetina), avrei un prezzo pari a 0.49€ (= 0.5€ / (1 + 3%) ). Il prezzo è più alto perché abbiamo eliminato la componente di rischio che prima veniva remunerata dal premio per il rischio. Ma il contratto è rischioso per cui, se vogliamo continuare ad usare il tasso risk free per scontare (perché ci risulta conveniente farlo dal momento che ci evita di stimare il premio per il rischio) allora dobbiamo scaricare il rischio sulle probabilità! Abbandoniamo le probabilità reali e passiamo a quelle sintetiche (le uniche che contano nel tradizionale mondo del pricing). Il passaggio alla nuova misura lo risparmio considerato il fine informativo del mio messaggio ma, in questo semplice caso, avresti due nuove misure sintetiche associate ai due eventi. Uscirà testa con probabilità 46% (sebbene la probabilità reale fosse pari 50%) e croce con probabilità 54% (sebbene la probabilità reale fosse 50%). Con queste nuove probabilità posso calcolare il nuovo valore atteso: (0.46*1€ + 0.54*0€) = 0.46€.Questo valore atteso incorpora già tutta la rischiosità dell’operazione per cui il suo valore attuale lo posso calcolare usando il nostro tasso risk free: 3%.
      Ottengo dunque il prezzo di 0.45€ (= 0.46€ / (1 + 3%) ).


      Scusandomi per la lunghezza di questo messaggio, vengo al punto. Tu hai due possibili payoff: 1 (con probabilità 60%) e 0 (con probabilità 40%). Il valore atteso è 1*0.6 + 0*0.4 = 0.6€. Avendo un tasso rischioso pari a 0% (quindi 0% è la somma del tasso risk free pari a 0% e del premio per il rischio pari a 0%), le probabilità reali coincidono con quelle sintetiche per cui quello è esattamente il payoff atteso che avresti anche nel mondo sintetico. Dato il tasso risk free a 0%, 0.6€ sarà allora anche il prezzo da pagare oggi per questo contratto.
      Alla faccia del POST

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      • tucciotrader
        Senior Member

        • Nov 2010
        • 420

        #18
        Originariamente Scritto da the learner
        In finanza il prezzo di qualsiasi contratto è sempre il valore attuale del payoff atteso. [...]
        Grazie mille! In questo caso quanto costerebbe la Put?
        Questo mio post non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio.

        Le indicazioni riportate all’interno di questo post sono frutto di mie analisi e devono essere considerate semplice elemento di studio, di approfondimento e di informazione.

        Declino ogni responsabilità per le eventuali conseguenze negative che dovessero scaturire da un’operatività fondata sull’osservanza delle suddette indicazioni.

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        • borsaric
          Senior Member
          • Nov 2009
          • 319

          #19
          Complimenti...The Lerner!!!
          Per come hai spiegato la cosa, dimostri di essere padrone della materia.
          Almeno dal punto di vista teorico!
          Bravo!

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          • Smash
            Senior Member

            • Feb 2012
            • 351

            #20
            Altro che "the learner"!
            Secondo me dovrebbe chiamarsi "the teacher" !!!

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            • the learner
              Senior Member

              • Dec 2011
              • 571

              #21
              Originariamente Scritto da tucciotrader
              Grazie mille! In questo caso quanto costerebbe la Put?
              Due possibili payoff: 1 (con probabilità 40%) e 0 (con probabilità 60%). Il valore atteso è 1€*0.4 + 0€*0.6 = 0.4€. Dato il tasso risk free a 0%, 0.4€ sarà anche il prezzo da pagare oggi per la put.

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              • Cagalli Tiziano
                Senior Member
                • Dec 2007
                • 11252

                #22
                Bravo the learner! Spiegato moooolto bene.
                ..se corri dietro a due lepri, non ne prendi nemmeno una.

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                • tucciotrader
                  Senior Member

                  • Nov 2010
                  • 420

                  #23
                  Originariamente Scritto da the learner
                  Due possibili payoff: 1 (con probabilità 40%) e 0 (con probabilità 60%). Il valore atteso è 1€*0.4 + 0€*0.6 = 0.4€. Dato il tasso risk free a 0%, 0.4€ sarà anche il prezzo da pagare oggi per la put.
                  Quindi una Call ATM prezza 0,60 e una Put ATM prezza 0,40?

                  Che succede se faccio +S-C+P ??
                  Questo mio post non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio.

                  Le indicazioni riportate all’interno di questo post sono frutto di mie analisi e devono essere considerate semplice elemento di studio, di approfondimento e di informazione.

                  Declino ogni responsabilità per le eventuali conseguenze negative che dovessero scaturire da un’operatività fondata sull’osservanza delle suddette indicazioni.

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                  • the learner
                    Senior Member

                    • Dec 2011
                    • 571

                    #24
                    Originariamente Scritto da tucciotrader
                    Quindi una Call ATM prezza 0,60 e una Put ATM prezza 0,40?

                    Che succede se faccio +S-C+P ??
                    Vediamo, cosa ti aspetti che succeda? Tieni conto che in qualche modo si sta stimando che il rialzo di S sia più probabile del ribasso ed il mercato delle opzioni prezza questo.

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                    • tucciotrader
                      Senior Member

                      • Nov 2010
                      • 420

                      #25
                      Originariamente Scritto da the learner
                      Vediamo, cosa ti aspetti che succeda? Tieni conto che in qualche modo si sta stimando che il rialzo di S sia più probabile del ribasso ed il mercato delle opzioni prezza questo.
                      Ma il mercato come fa a prezzarlo? Io pensavo che la distribuzione di probabilità non prendesse parte nel calcolo dell\'opzione, per questo avevo scelto 0,50 altrimenti perché mai i MM farebbero i MM?
                      Questo mio post non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio.

                      Le indicazioni riportate all’interno di questo post sono frutto di mie analisi e devono essere considerate semplice elemento di studio, di approfondimento e di informazione.

                      Declino ogni responsabilità per le eventuali conseguenze negative che dovessero scaturire da un’operatività fondata sull’osservanza delle suddette indicazioni.

                      Comment

                      • tucciotrader
                        Senior Member

                        • Nov 2010
                        • 420

                        #26
                        Provo a spiegarla così:

                        Compro mezza azione, quindi spendo 50 se S=101 allora vado a 50.5 ma devo 1 alla controparte quindi scendo a 49,5 se invece S=99 allora vado a 49,5 e perdo 0,5 sul capitale.

                        Ma in entrambi i casi ho incassato 0,6 quindi il tutto si compensa e porta a 0,10 il netto, quindi arbitraggio.
                        Questo mio post non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio.

                        Le indicazioni riportate all’interno di questo post sono frutto di mie analisi e devono essere considerate semplice elemento di studio, di approfondimento e di informazione.

                        Declino ogni responsabilità per le eventuali conseguenze negative che dovessero scaturire da un’operatività fondata sull’osservanza delle suddette indicazioni.

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                        • the learner
                          Senior Member

                          • Dec 2011
                          • 571

                          #27
                          Originariamente Scritto da tucciotrader
                          Ma il mercato come fa a prezzarlo? Io pensavo che la distribuzione di probabilità non prendesse parte nel calcolo dell\'opzione, per questo avevo scelto 0,50 altrimenti perché mai i MM farebbero i MM?
                          Parliamo per il momento di prezzi teorici... per i prezzi di mercato è solo Tiziano che può darti una risposta corretta, noi possiamo solo fare ipotesi.

                          Ogni modello di pricing (come Black and Scholes ed il modello binomiale, ad esempio) fa sempre una precisa ipotesi sulla legge di probabilità che governa il sottostante. In particolare, il modello di B&S può essere visto come la versione in tempo continuo del modello binomiale. In quest\'ultimo tu ad ogni step dici che il prezzo può salire o scendere dell\'x% (con x che può essere anche diverso a seconda che si salga o si scenda) con una probabilità definita. In B&S hai infiniti possibili prezzi ad ogni step. E questi prezzi hanno, per ipotesi, una loro precisa distribuzione che li governa: la distribuzione lognormale (i cui momenti sono tra gli input che noi mettiamo nel modello).

                          Quindi, come vedi, anche nei modelli più semplici per il calcolo del prezzo di un\'opzione hai sempre bisogno di una distribuzione. Questo perché vale quanto detto qualche post fa: il prezzo è il valore ATTESO attualizzato. L’aspettativa viene sempre fatta rispetto ad una precisa misura di probabilità.

                          Se tu dici che oggi S vale 100 e domani varrà 101 con probabilità 0.6 e 99 con probabilità 0.4 stai facendo una precisa ipotesi sulla distribuzione del prezzo e stai dicendo che il rialzo è più probabile del ribasso. E questo viene catturato dal modello di pricing che, di conseguenza, ti darà un prezzo che terrà già conto di questa aspettativa. Vedi, infatti, che il prezzo della Call è maggiore rispetto a quello della Put. Se il mercato si aspetta un rialzo, chi ti vende la Call è disposto a farlo solo ad un prezzo maggiore perché, pur parlando solo di probabilità e non di certezze, si aspetta anche lui un aumento e chiede più premio per venderti il rischio di un rialzo (il rischio più probabile, per ipotesi).

                          Secondo il mio punto di vista, se i MM avessero solo il ruolo di fornire liquidità al contratto, senza correre il pericolo di accollarsi un rischio che non riescono a trasferire ad altri, allora non ci sarebbe motivo per discostarsi tanto dai prezzi teorici. Quelle sono le probabilità del mercato e le opzioni, avendo le probabilità come input implicito, devono prezzare coerentemente.
                          Ma i MM corrono il rischio di esporsi su una direzione per cui devono farsi pagare di più per correre questo rischio. Non possono certo modificare le probabilità dell’evento, ma possono aumentare la variabile che controllano: la vola implicita.
                          Pensa al nostro caso. Il mercato attribuisce una probabilità pari al 60% al fatto che ci sarà un prezzo di 101 nel prossimo periodo. Col 40% di probabilità ci sarà il ribasso a 99. Le opzioni dovrebbero avere prezzi C100=0.6€ e P100=0.4€.

                          Si tratta di probabilità oggettive, valide al tempo della valutazione e calcolate sulla base del set informativo del mercato.

                          Il mercato quindi ritiene il ribasso meno probabile per cui decide di vendere P100 incassando 0.4€ su ogni contratto. Il MM deve mettersi in acquisto e si sta accollando il rischio di un rialzo senza riuscire a trasferirlo al mercato, visto che nessuno è disposto a comprare da lui le P100. Cosa può fare allora se anche lui ritiene probabile un rialzo? Deve muovere la vola implicita e “tentare” il mercato con prezzi appetibili sui contratti su cui è più esposto. Nel nostro caso abbasserà la vola sulle P100, per disincentivare la vendita del contratto da parte del mercato ed invogliarli ad acquistare i contratti che lui ha in portafoglio. A questo abbassamento della vola corrisponde, a parità di movimento della parte intrinseca del prezzo, una riduzione della parte estrinseca con il risultato di abbassare il prezzo totale. Quindi, implicitamente, il MM con il suo operato va a modificare in qualche modo le stesse probabilità associate all’evento.
                          Dunque, all’inizio il mercato si aspetta rialzo con probabilità 60%. Il MM è chiamato a rispondere all’operatività degli speculatori che stanno vendendo Put sulla base di questa aspettativa e si accolla il rischio di rialzo non riuscendolo a trasferire. Se, sulla base del suo set informativo (che è, molto probabilmente, il più completo tra quelli disponibili), ritiene inaccettabile questo rischio perché sa che il prezzo effettivamente salirà, deve modificare i prezzi in modo da invogliare il mercato ad accettare parte del rischio che vuole trasferire. Lo fa muovendo la vola implicita. Questi nuovi prezzi, quindi, sono lo specchio dell’aspettativa che il MM ha sul futuro movimento del prezzo. In qualche modo, se ha mosso il prezzo è perché il prezzo teorico calcolato all’inizio non era corretto, nel senso che non era adeguato a compensare il rischio che si sta assumendo. Le probabilità di un rialzo sono diventate effettivamente maggiori rispetto a quanto atteso dal mercato ed il MM trasmette questo messaggio via prezzi.
                          Queste sono le probabilità implicite di cui qualche volta ho parlato.


                          Sono solo mie ipotesi sulle motivazioni che possano portare i prezzi teorici a discostarsi dai prezzi di mercato. Esistono, cmq, modelli di pricing che sono maggiormente coerenti con la realtà e che cercano di catturare fenomeni come lo smile.

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                          • tucciotrader
                            Senior Member

                            • Nov 2010
                            • 420

                            #28
                            Originariamente Scritto da the learner
                            Ma i MM corrono il rischio di esporsi su una direzione per cui devono farsi pagare di più per correre questo rischio. Non possono certo modificare le probabilità dell’evento, ma possono aumentare la variabile che controllano: la vola implicita.
                            Pensa al nostro caso. Il mercato attribuisce una probabilità pari al 60% al fatto che ci sarà un prezzo di 101 nel prossimo periodo. Col 40% di probabilità ci sarà il ribasso a 99. Le opzioni dovrebbero avere prezzi C100=0.6€ e P100=0.4€.
                            Ma sei proprio sicuro su questo? Secondo me il MM, fa semplicemente market making e non "vede" delle giocate.

                            Eppoi, il MM mi quota 0,60 la Call e mi permette di andare a casa con un free lunch, questo perché "avverte" un ipotesi del 60/40?

                            Se il MM non quota 50/50 mi sta regalando soldi...
                            Questo mio post non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio.

                            Le indicazioni riportate all’interno di questo post sono frutto di mie analisi e devono essere considerate semplice elemento di studio, di approfondimento e di informazione.

                            Declino ogni responsabilità per le eventuali conseguenze negative che dovessero scaturire da un’operatività fondata sull’osservanza delle suddette indicazioni.

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                            • Cagalli Tiziano
                              Senior Member
                              • Dec 2007
                              • 11252

                              #29
                              Originariamente Scritto da the learner
                              Sono solo mie ipotesi sulle motivazioni che possano portare i prezzi teorici a discostarsi dai prezzi di mercato. Esistono, cmq, modelli di pricing che sono maggiormente coerenti con la realtà e che cercano di catturare fenomeni come lo smile.
                              Io ho lavorato in un Market Maker e ti confermo che quelo che hai scritto rispecchia la realtà.
                              Bravo!
                              Ti dico anche che Doctor Price calcola il trend di breve proprio su queste logiche.

                              Pensare che un MM non veda i prezzi su cui è eseguito e non possa scegliere la vola allora significa che il soggetto MM accetta rischi che altri gli impongono.
                              Il MM deve sapere quale rischio assumere e che prezzo accettare per tale rischio, sbagliare questa valutazione porta a perdite di soldi. Ricordo il fallimento di un paio di anni fa di un MM italiano....Purtroppo non è riuscito a valutare bene i suoi rischi e si è assunto direzionalità.
                              File Allegati
                              Last edited by Cagalli Tiziano; 01-06-12, 11:51. Motivo: Aggiunto Doctor Price
                              ..se corri dietro a due lepri, non ne prendi nemmeno una.

                              Comment

                              • tucciotrader
                                Senior Member

                                • Nov 2010
                                • 420

                                #30
                                Casomai, visto che prezzate l\'opzione 0,60 provate a usare black scholes mettendo come vola 1% (da 100 a 101 o 99) usando sottostante 100, strike 100 e durata 1YR con tassi e dividendi a zero. Uscirà un altro prezzo.
                                Questo mio post non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio.

                                Le indicazioni riportate all’interno di questo post sono frutto di mie analisi e devono essere considerate semplice elemento di studio, di approfondimento e di informazione.

                                Declino ogni responsabilità per le eventuali conseguenze negative che dovessero scaturire da un’operatività fondata sull’osservanza delle suddette indicazioni.

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