GRECIA .... l'inchiappettata finale ....

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  • Gauss
    Senior Member
    • Jan 2008
    • 739

    #46
    Originariamente Scritto da Gauss
    scusate il tono volgare ma .... bisogna chiamare le cose con il loro nome.

    Fonte "il sole 24 ore" : esposizione verso la Grecia.

    [ATTACH=CONFIG]18589[/ATTACH]

    in pratica dal 2009 la Francia e la Germania hanno spostato la loro esposizione dalle banche -> allo stato
    (hanno "socializzato" il rischio e l\'esposizione verso la Grecia); hanno spostato il debito dalle banche ai cittadini.

    l\'Italia, che non aveva proprio debiti ...... ha dovuto accollarsi con il "fondo salva stati" ben 40 mld di debiti verso la Grecia .... che sono "socializzati" fra tutti noi italiani.... quindi anche IO e VOI ..

    grazie al C _ _ _ O !!!! grazie ai nostri governi! grazie Monti! grazie Renzi! grazie a Silvio che invece di pensare a governare pensava solo a farsi minacciare da 4 TR _ IE !!!

    e\' un po\' uno sfogo ... ma quando ci vuole ci vuole ...



    Devo riesumare questo vecchio tread ... l\'occasione è troppo ghiotta !!!

    Il 2 ottobre AUDI dichiara:
    2 Ottobre 2015 18:36:29

    “Nella presente situazione abbiamo bisogno di solidarietà e fiducia, soprattutto tra i Paesi fondatori dell’Unione europea. Tra Italia e Germania sappiamo di poter costruire legami forti”. Il numero uno di Audi non poteva essere più chiaro. Ospite a Milano del Forum internazionale dei fondi sovraniorganizzato dal Fondo Strategico Italiano, il professor Rupert Stadleraffronta così l’imbarazzo dello scandalo sulle emissioni del diesel che ha travolto il gruppo Volkswagen al quale Audi appartiene. Promette trasparenza: “Faremo di tutto perché non accada mai più”, dice alla platea riunita al centro conferenza dell’Expo. E a noi italiani fa capire che non possiamo non credergli. “Abbiamo un impatto su 25mila dipendentie sulle loro famiglie, ci sentiamo responsabili per ognuno di loro”, dice con riferimento ai marchi.


    La risposta che si meritano:

    L’ Europa intera è grata alla Germania per aver in questi anni dimostrato il significato di solidarietà, fiducia, aiuto, comprensione.
    Quindi la risposta può essere una sola :

    Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!!!

    Comment

    • Claudio61
      Senior Member

      • May 2011
      • 3017

      #47
      Originariamente Scritto da Gauss
      Devo riesumare questo vecchio tread ... l\'occasione è troppo ghiotta !!!

      Il 2 ottobre AUDI dichiara:
      2 Ottobre 2015 18:36:29

      “Nella presente situazione abbiamo bisogno di solidarietà e fiducia, soprattutto tra i Paesi fondatori dell’Unione europea. Tra Italia e Germania sappiamo di poter costruire legami forti”. Il numero uno di Audi non poteva essere più chiaro. Ospite a Milano del Forum internazionale dei fondi sovraniorganizzato dal Fondo Strategico Italiano, il professor Rupert Stadleraffronta così l’imbarazzo dello scandalo sulle emissioni del diesel che ha travolto il gruppo Volkswagen al quale Audi appartiene. Promette trasparenza: “Faremo di tutto perché non accada mai più”, dice alla platea riunita al centro conferenza dell’Expo. E a noi italiani fa capire che non possiamo non credergli. “Abbiamo un impatto su 25mila dipendentie sulle loro famiglie, ci sentiamo responsabili per ognuno di loro”, dice con riferimento ai marchi.


      La risposta che si meritano:

      L’ Europa intera è grata alla Germania per aver in questi anni dimostrato il significato di solidarietà, fiducia, aiuto, comprensione.
      Quindi la risposta può essere una sola :

      Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!!!
      Sottoscrivo!

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      • civvic
        Senior Member

        • May 2012
        • 593

        #48
        acqua o droga?

        A proposito di inchiappettate ...
        ... ma che sta succedendo? 4 anni fà c\'era uno spread sui btp di 600 punti ora 100 ... ora i soldi non solo ce li regalano ma ci aggiungono pure qualcosa sopra se ce li prendiamo ...
        ... sono circa 100 miliardi risparmiati ogni anno di interessi per noi
        Più di qualsiasi manovra finanziaria , di qualsiasi spending review () che i si possano mai inventare!
        Insomma questo governo (in teoria tutti noi) ha avuto un regalo pazzesco , si può veramente rimettere tutto a posto, abbassare le tasse, ecc. ecc.
        ...
        le borse europee sono cresciute del 10% in 3 settimane ... fantastico sono contento, ogni volta che parla Draghi (al contrario della Yellen ... che differenza di livello tra i 2!!) un\'altra bella spinta!

        Ora non penso alla storia di Hansel e Gretel ... la strega che fa ingozzare il bambino per poi papparselo ...
        però quale sarà la prossima inchiappettata ? e alle spalle di chi?
        Noi siamo come un corpo drogato a cui viene dato del metadone per farlo spegnere con meno dolore (guerre)
        oppure un corpo disidratato a cui servono solo liquidi per rimetterlo in sesto ?
        Io non vendo tasti ! - Tiziano Cagalli ...quindi se c'è un tasto (su Fiuto) vuol dire che serve !!

        Comment

        • Cagalli Tiziano
          Senior Member
          • Dec 2007
          • 11252

          #49
          Originariamente Scritto da civvic
          A proposito di inchiappettate ...

          Ora non penso alla storia di Hansel e Gretel ... la strega che fa ingozzare il bambino per poi papparselo ...
          però quale sarà la prossima inchiappettata ? e alle spalle di chi?
          Noi siamo come un corpo drogato a cui viene dato del metadone per farlo spegnere con meno dolore (guerre)
          oppure un corpo disidratato a cui servono solo liquidi per rimetterlo in sesto ?

          A parere mio il problema della situazione attuale è che una cosa mai vista per cui si possono solo fare delle ipotesi sul rimedio ma non si hanno prove del risultato finale.

          Di certo c\'è che la Germania, a mio avviso in maniera incomprensibile, ha la bilancia commerciale in attivo di una cifra apri all\'8% del PIL e un bilancio pubblico in attivo!

          Insomma NON aiuta a consumare!

          In pratica quello che sta succedendo è che la mano d\'opera costa sempre di meno per via della globalizzazione, i prodotti costano di meno per via dell\'automazione e quindi se non si consuma di più NON si riesce a creare inflazione.

          Se non c\'è inflazione i debiti rimangono a valori attuali, non si deprezzano e quindi si riportano anno dopo anno a valori non svalutati e per questo effetto è come se aumentassero.

          I soldi immessi sul mercato si sono trasferiti e si stanno trasferendo dalle banche alla borsa/finanza ma poco all\'impresa e nulla al cittadino e questo inficia il beneficio che se ne avrebbe se invece fossero disponibili per i consumi.

          Le borse festeggiano perchè le aziende guadagnano di più senza produrre di più perchè il prodotto non aumenta di valore (non inflazione) ma diminuisce di costo (mano d\'opera).

          Ancora una volta una politica generale miope, dove agli estremi metterei la Germania che sta chiaramente sbagliando strada e dall\'altra parte l\'Italia che prende quella "giusta_ ma_ con_ poco_ coraggio".

          In conclusione per noi trader la questione è:
          lucidare elmetto e baionetta e rimanere in trincea.

          As usual !
          ..se corri dietro a due lepri, non ne prendi nemmeno una.

          Comment

          • Fab
            Senior Member

            • Apr 2014
            • 319

            #50
            Originariamente Scritto da Cagalli Tiziano
            A parere mio il problema della situazione attuale è che una cosa mai vista per cui si possono solo fare delle ipotesi sul rimedio ma non si hanno prove del risultato finale.

            Di certo c\'è che la Germania, a mio avviso in maniera incomprensibile, ha la bilancia commerciale in attivo di una cifra apri all\'8% del PIL e un bilancio pubblico in attivo!

            Insomma NON aiuta a consumare!

            In pratica quello che sta succedendo è che la mano d\'opera costa sempre di meno per via della globalizzazione, i prodotti costano di meno per via dell\'automazione e quindi se non si consuma di più NON si riesce a creare inflazione.

            Se non c\'è inflazione i debiti rimangono a valori attuali, non si deprezzano e quindi si riportano anno dopo anno a valori non svalutati e per questo effetto è come se aumentassero.

            I soldi immessi sul mercato si sono trasferiti e si stanno trasferendo dalle banche alla borsa/finanza ma poco all\'impresa e nulla al cittadino e questo inficia il beneficio che se ne avrebbe se invece fossero disponibili per i consumi.

            Le borse festeggiano perchè le aziende guadagnano di più senza produrre di più perchè il prodotto non aumenta di valore (non inflazione) ma diminuisce di costo (mano d\'opera).

            Ancora una volta una politica generale miope, dove agli estremi metterei la Germania che sta chiaramente sbagliando strada e dall\'altra parte l\'Italia che prende quella "giusta_ ma_ con_ poco_ coraggio".

            In conclusione per noi trader la questione è:
            lucidare elmetto e baionetta e rimanere in trincea.

            As usual !

            condivido Tiziano con 2 ulteriori commenti:

            1. il ns modello economico si basa sulla crescita come scrivi. Peccato che il mondo ha una dimensione finita da qualsiasi punto lo si guardi (la popolazione, le materie prime, il mio armadio) e quindi è impossibile che la domanda sia infinita; finchè non si avrà il coraggio di ammettere questo, continueremo a tenere la testa sotto la sabbia e a creare bollicine;

            2. l\'Italia secondo me sta facendo campagna elettorale o poco più. Come scriveva qualcuno anche sul forum, abbiamo un regalo unico sui tassi sul debito che andrebbe al 99% girato sulla riduzione del debito stesso visto che, come giustamente fai notare, i debiti pubblici saranno sempre meno ripagabili con la crescita/inflazione. Solo dal taglio del debito può poi derivare una VERA riduzione delle tasse che è l\'UNICO freno in più alla crescita che ha l\'Italia rispetto ai suoi pari

            altro che "giobbat"
            "la libertà è il tempo della vita che se ne va e che spendiamo nelle cose che ci motivano”. Pepe

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            • Gauss
              Senior Member
              • Jan 2008
              • 739

              #51
              Oggi la FED decide sui tassi (se li alza, secondo me no, succede un pandemonio)..

              nonstante il mio poco tempo vi allego un interessantissimo articolo da questo blog; l\'ho trovato interessante.



              L’alba di Skynet sui mercati finanziari: caccia alla balena bianca



              C’è molto da scoprire leggendo l’istruttivo rapporto del dipartimento del Tesoro americano rilasciato nel luglio scorso nel quale si analizzano gli eventi che nell’ottobre 2014 condussero all’esplosione di volatilità nel mercato dei titoli del Tesoro Usa.
              Il fatto fu rilevante, oltre che per la sua entità, per la circostanza che fosse preso di mira l’asset più importante dei mercati, che sta alla base praticamente di tutto ciò che è finanza. Il Treasury, appunto. La percezione della minaccia, avvertita quel 15 ottobre, fu talmente evidente che per l’occasione si sono mobilitati, oltre al Dipartimento del Tesoro, la Sec, la Fed, la Fed di New York e Commodity futures trading commission (CFTC), che in questi mesi hanno lavorato al rapporto ufficiale.
              Il motivo è spiegato nella premessa: “Il mercato dei Treasury è il più profondo e liquido mercato di obbligazioni governative al mondo. Gioca un ruolo critico e unico nell’economia globale, servendo come primario mezzo di finanziamento del governo federale, significativo strumento di finanziamento e veicolo di hedging per gli investitori globali, oltre che come benchmark free-risk per altri strumenti finanziari e mercato fondamentale per l’implementazione della politica monetaria della Fed”. Insomma: se i fondi pensione e gli altri veicoli collettivi di risparmio sono considerati la balene del sistema finanziario, verso le quali si avventano gli squali affamati degli speculatori, il mercato dei titoli di stato americani è come Moby Dick: la balena bianca. Arpionarla implica per l’Achab di turno enormi profitti istantanei, capaci però di terremotare la tenuta del sistema globale. Esattamente come è accaduto un anno fa.
              Il 15 ottobre 2014 questo mercato sperimentò un livello inusuale di volatilità e un brusco andirivieni dei prezzi, con condizioni generali di liquidità che divennero insolitamente tese. Lo yeld sul benchmark dei titoli a dieci anni, che influenza significativamente i prezzi di altri asset, sperimentò un trading range di 37 punti base, per poi chiudere a 6 punti base dal suo prezzo di apertura. Fino ad allora un livello così elevato di oscillazione intraday si era registrato solo in tre occasione, a partire dal 1998. Ma a differenza di quanto accaduto il 15 ottobre, tale oscillazione trovava giustificazione in significanti annunci di politica economica.
              Peraltro, tutto il movimento si concentrò fra le 9.33 e le 9.45 A.M. In dodici minuti lo yeld sul titolo a 10 anni perse 16 punti e quindi rimbalzò. Un fatto senza precedenti nella storia del mercato dei titoli Usa.
              Il lavoro degli analisti, considerato ancora provvisorio, svela parecchie delle novità intervenute in questi anni sul funzionamento di questo mercato che rimane tuttora una terra incognita pure per coloro che dovrebbero conoscerlo meglio. L’analisi ha incluso anche il mercato secondario nonché le opzioni e i futures su queste obbligazioni.
              La prima informazione che vale la pena riportare riguarda la fisionomia degli intermediari che agiscono su questo mercato. I regolatori hanno identificato cinque diversi tipi di aziende che partecipano al mercato. In comune però hanno tutte una caratteristica: “Ogni tipo di azienda utilizza un certo di livello di trading automatico, con varie sensitività alla velocità di mercato, e funzionano sia come fornitore di liquidità che come prenditori, con periodo di conservazione che varia a seconda della strategia adottata”. I bank-dealers, ad esempio, usano strategia di trading manuale in percentuali maggiori di altri in alcuni segmenti del mercato. I PTFs (principal trading firm), al contrario, sono caratterizzate dall’uso pressoché esclusivo di trading automatico e sono concentrati esclusivamente sul trading, a differenza dei bank-dealers che lavorano anche come custodi o agenti nelle transazioni.
              L’analisi degli eventi parte dalle 8.30, quando furono rilasciate le informazioni sulle vendite al dettaglio, che risultarono leggermente più basse del previsto. Solitamente, nota il rapporto, i mercati reagiscono a queste notizie facendo ribassare il tasso di interesse sull’obbligazionario, “ma la risposta, questa volta, fu insolitamente brusca”. I tassi andarono giù di 11 punti base nei 25 minuti successivi, assai più di quanto fosse prevedibile. Ne seguì un altrettanto brusco cambiamento del trading. I volumi cominciarono a salire mentre contemporaneamente si prosciugava la liquidità.
              I rendimenti continuarono a seguire il trend ribassista nell’ora successiva fino a che, alle 9.30, nonostante l’apparente mancanza di notizie, iniziarono a muoversi bruscamente. Nei sei minuti fra le 9.33 e le 9.39, lo yeld sul decennale diminutì di 16 punti. Fra le 9.39 e le 9.45 il trend cambiò direzione annullando quasi completamente il movimento precedente. L’evento che ha cambiato le nostre cronache finanziarie si consuma in questi dodici minuti. E il fatto che si sia così tanto contratto lo spazio di tempo che genera un evento dovrebbe farci riflettere. I movimenti dei mercati finanziari sono profondi, bruschi, violenti e rapidi, come quelli dei terremoti.
              Detto in soldoni, il decennale crollò dal 2,02% delle 9.33 all’1,86 delle 9.39, per tornare all’1,99% delle 9.44.
              Il problema è che tali movimenti, accettabili quando si tratti di asset poco liquidi o scarsamente rappresentativi, lo sono di meno quando di mezzo ci sono i titoli di stato Usa. Anche perché sono stati associati a volumi di trading che nella finestra-evento sono stati da sei a dieci volte più elevati di quelli medi del giorno. Il tutto mentre le tensioni sulla liquidità spingevano alcuni operatori a sganciare i meccanismi automatici di quotazione per limitare i rischi.
              A ciò si aggiunga che gli effetti dell’esplosione di volatilità si contagiarono rapidamente anche ad altri mercati, compresi quelli valutari, delle commodity e quelli azionari, anche se in maniera più modesta. L’urlo della balena bianca, insomma, risuonò profondamente nei sotterranei dei mercati..
              I dodici minuti di caos, inoltre, provocarono diversi danni a tutti coloro che erano lunghi sul decennale, ossia avevano puntato al rialzo. A cui, evidentemente, corrisposero altrettanti guadagni da parte di altri.
              Per capire chi e cosa abbia provocato questo terremoto, la commissione ha analizzato le transazioni e gli ordini di negoziazione dei partecipati. L’analisi non ha condotto a una spiegazione univoca per l’andirivieni del prezzi, e tuttavia i dati hanno evidenziato un numero rilevante di sviluppi nel mercato prima e durante la finestra-evento.
              I primi risultati hanno stabilito che i gruppi più attivi che operarono durante i 12 minuti sono stati i PFTs e i bank dealers, ma il movimento di picco sui prezzi si è verificato quando i PFTs hanno amplificato il loro volume di transazioni, mentre al contrario declinava il contributo dei bank dealer. In termini di messaggi di traffico, ossia nuovi ordini, cancellazioni e modifiche a ordini esistente, è emerso che le PTFs ne hanno generato circa l’80%. Ciò lascia ipotizzare che queste compagnie, che lavorano con poco capitale e molta tecnologia, scatenino i loro algoritmi in operazioni spesso contraddittorie che però al termine dell’ondata sono capaci di generare profitti. Alcuni hedge fund, ad esempio, si sono segnalati per le loro posizioni insieme corte e lunghe sul treasury, nei due diversi momenti della finestra evento.
              Al tempo stesso si è osservato un notevole aumento del self trading, ossia di un’attività nella quale un’entità si posiziona sia come venditore che come compratore nel book di negoziazione. Anche su questa pratica le PTFs hanno dominato, forse perché, ipotizza la commissione “possono far partire diversi algoritmi di trading contemporaneamente”. Per la cronaca, i regolatori sottolineano che sovente il self-trading nasconda condotte illegali. Nei primi sei minuti della finestra evento il self trading arrivò al 14,9% nel cash market e all’11,5% in quello dei future, quando solitamente non supera la metà.
              Fra le 9.33 e le 9.39, le PFTs hanno aumentato la loro quota di trading in un range compreso fra il 73,5% e il 68,4%, mentre i bank-dealers scendevano fra il 21,4 e il 14,1%. In pratica i computer hanno fissato il prezzo dei decennali a fronte di volumi crescenti. Nei sei minuti successivi, quando i prezzi ritracciarono, l’attività di trading del PTFs rallentò, fra il 62,3 e il 56,6%.
              Un’altra informazione interessante è quella relativa al grado di concentrazione. In alcuni dei mercati correlati ai Treasury monitorati dalla commissione, come il cash-market, i 10 PTFs più attivi hanno condotto il 94% del trading di tutto il gruppo (sono 37 in tutto), mentre fra i bank dealer il dieci attori più attivi (su 44) hanno pesato il 79% delle transazioni.
              Altre analisi condotte a livello algoritmico hanno indicato che il trading aggressivo iniziato nella fase iniziale dell’evento dei PFT ha sempre funzionato seguendo la direzione dei prezzi, pesando notevolmente sugli squilibri osservati.
              Insomma: le PTFs sono state le grandi protagoniste dei dodici minuti di terremoto vissuti sul mercato dei titoli di stato. E certo non si sarebbe arrivati a questo risultato se già dal finire degli anni ’90 non ci fosse stato un sviluppo così rilevante del trading elettronico, che dai primi del 2000 ha pure coinvolto segmenti di mercato finora interdetti. Ciò ha provocato un cambiamento sostanziale. Fino al 1992 questi segmenti di negoziazione erano riservati solo ai brokers designati dalla Fed di NY. Ma poi fu garantito l’accesso a tutte le entità che erano componenti del Government Securities Clearing Corporation. Da quel momento l’accesso fu sempre più consentito a nuove entità, fra le quali, nella metà degli anni 2000, si segnalarono le PTFs, che adesso pesano per oltre la metà del trading sui future e nel mercato elettronico dell’interdealear cash market.
              Qualcuno ha iniziato a temere che queste pratiche portino con sé rischi, visto che “il trading automatico si muove a velocità che possono eccedere la capacità di controlli manuali e interventi”. Anche perché le PTFs, agendo come operatori specializzati del mordi e fuggi, sono poco capitalizzate rispetto alle banche tradizionali e perciò assai più fragili.
              Per concludere questa lunga e noiosa quanto istruttiva ricognizione, vale la pena osservare che l’ammontare del debito denominato in Treasury è aumentato drasticamente dal 2007. Nel giugno di quell’anno la montagna di Treasury sul mercato quotava 4,3 trilioni di dollari, al 30 aprile 2015 aveva raggiunto i 12,6, ossia quasi il triplo.
              Ciò fa della balena bianca la preda ideale delle armate robotiche, che dal flash-event del 15 ottobre hanno imparato diverse cose. Hanno capito di essere sistemiche e soprattutto hanno capito che il mercato dei titoli Usa è il ventre molle e gigantesco della finanza globale. Se Skynet fosse cattiva come in Terminator, saprebbe benissimo come far partire l’attacco globale.
              Per fortuna non è cattiva. Vuole solo far soldi.
              Pure a costo di distruggerli.

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              • civvic
                Senior Member

                • May 2012
                • 593

                #52
                ... mmmmmmmhhhhh che brutta aria che tira ...
                e c\'è ancora la Yellen giovedi , che ogni volta che parla: dolores de panza
                Tiziano, qui se venerdi non accendi la luce ... tempi duri in vista !!
                Io non vendo tasti ! - Tiziano Cagalli ...quindi se c'è un tasto (su Fiuto) vuol dire che serve !!

                Comment

                • Cagalli Tiziano
                  Senior Member
                  • Dec 2007
                  • 11252

                  #53
                  Originariamente Scritto da civvic
                  ... mmmmmmmhhhhh che brutta aria che tira ...
                  e c\'è ancora la Yellen giovedi , che ogni volta che parla: dolores de panza
                  Tiziano, qui se venerdi non accendi la luce ... tempi duri in vista !!
                  Al momento la situazione attuale non sta riservando sorprese:

                  i soldi sono usciti dalle obbligazioni e sono entrati in massa nell\'azionario provocando alte volatilità.
                  Quello che prima era un range dell\' 1% ora è diventato del 10% ma sempre range rimane.

                  Sarà interessante vedere le scadenze "Mondiali" posizionate sull S&P 500 che in questo momento sono diversi trilioni e vedere quante PUT andranno ITM.
                  Se sono molte vorrà dire che verranno consegnati dei titoli a chi proprio non li voleva e pertanto cercherà di disfarsene velocemente provocando una ulteriore discesa.

                  In quel caso il range aumenterebbe diventando da capelli dritti!

                  Per i tempi duri...sarebbe auspicabile una ripulitina dei corsi in maniera tale da riposizionarsi.
                  Sui titoli bancari a parte Intesa, mi pare che già ci siamo, sui petroliferi se non siamo ai minimi, poco ci manca (petrolio a 32?) offrendo spunti di investimento.

                  Come scrivevo in Agosto di 2 anni fa i risultati migliori si sarebbero ottenuti sui Big Data che io, volendo investire solo su titoli iTaliani, NON ho colto!
                  ..se corri dietro a due lepri, non ne prendi nemmeno una.

                  Comment

                  • bergamin
                    Senior Member
                    • Jan 2008
                    • 1011

                    #54
                    Originariamente Scritto da Cagalli Tiziano
                    Al momento la situazione attuale non sta riservando sorprese:

                    i soldi sono usciti dalle obbligazioni e sono entrati in massa nell\'azionario provocando alte volatilità.
                    Quello che prima era un range dell\' 1% ora è diventato del 10% ma sempre range rimane.

                    Sarà interessante vedere le scadenze "Mondiali" posizionate sull S&P 500 che in questo momento sono diversi trilioni e vedere quante PUT andranno ITM.
                    Se sono molte vorrà dire che verranno consegnati dei titoli a chi proprio non li voleva e pertanto cercherà di disfarsene velocemente provocando una ulteriore discesa.

                    In quel caso il range aumenterebbe diventando da capelli dritti!

                    Per i tempi duri...sarebbe auspicabile una ripulitina dei corsi in maniera tale da riposizionarsi.
                    Sui titoli bancari a parte Intesa, mi pare che già ci siamo, sui petroliferi se non siamo ai minimi, poco ci manca (petrolio a 32?) offrendo spunti di investimento.

                    Come scrivevo in Agosto di 2 anni fa i risultati migliori si sarebbero ottenuti sui Big Data che io, volendo investire solo su titoli iTaliani, NON ho colto!
                    Questa è la prima analisi che condivido e che ha veramente senso!!
                    Grazie Tiziano, ci vediamo al tuo imperdibile corso...ci sarà una sorpresa vero?

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