Mandarini si, ma non quelli siciliani, quelli sono arancioni, parlo di quelli gialli.
Pubblico uno stralcio di un articolo apparso oggi su Repubblica. (http://www.repubblica.it/esteri/2010...atica-2340725/)
Ma noi queste cose non le avevamo già paventate su questo forum mesi fa?
WASHINGTON - Quando oggi Barack Obama riceverà qui il Dalai Lama, nella Map Room della Casa Bianca, Washington aspetterà col fiato sospeso la nuova bordata di proteste da Pechino. Gli Stati Uniti si chiederanno quale prezzo la Repubblica Popolare potrebbe far pagare, per punire quell\'omaggio al Tibet che considera un\'interferenza nella propria sovranità nazionale. È un America nervosa perché si scopre vulnerabile, assediata dalla grande rivale asiatica, su fronti nuovi e insospettati: l\'industria e la finanza, certo, ma ora anche la ricerca scientifica, la cultura, il "soft power" su cui si costruisce un\'egemonia globale. Lo sconvolgimento dei rapporti di forze parte naturalmente dall\'economia. Proprio alla vigilia dell\'arrivo del Dalai Lama si è appreso che Pechino ha "liquidato" una parte dei suoi giganteschi investimenti in Buoni del Tesoro degli Stati Uniti.
Commentando la vendita record dei Treasury Bond, per 34 miliardi di dollari (ne restano comunque 755 miliardi nelle casse della banca centrale cinese) il Wall Street Journal si chiede con ansia se sia "un segnale di sfiducia verso l\'America". Che umiliazione: il Tesoro degli Stati Uniti trattato come fosse la Grecia, in balìa del giudizio dei cinesi. Più probabilmente il disinvestimento di Pechino è una mossa cautelativa. Il premier cinese Wen Jiabao da mesi denuncia il rischio che l\'alto debito americano rilanci l\'inflazione, e che Washington rimborsi i cinesi con carta straccia. Perciò Pechino diversifica i suoi investimenti. Anziché Bot, compra direttamente aziende americane. Il fondo sovrano del governo di Pechino (China Investment Corporation) ha divulgato la lista delle grandi imprese di cui è diventato azionista, per ora di minoranza. C\'è il meglio del capitalismo americano: Apple, Citigroup, Coca Cola, Bank of America, Visa, Johnson & Johnson.
Pubblico uno stralcio di un articolo apparso oggi su Repubblica. (http://www.repubblica.it/esteri/2010...atica-2340725/)
Ma noi queste cose non le avevamo già paventate su questo forum mesi fa?
WASHINGTON - Quando oggi Barack Obama riceverà qui il Dalai Lama, nella Map Room della Casa Bianca, Washington aspetterà col fiato sospeso la nuova bordata di proteste da Pechino. Gli Stati Uniti si chiederanno quale prezzo la Repubblica Popolare potrebbe far pagare, per punire quell\'omaggio al Tibet che considera un\'interferenza nella propria sovranità nazionale. È un America nervosa perché si scopre vulnerabile, assediata dalla grande rivale asiatica, su fronti nuovi e insospettati: l\'industria e la finanza, certo, ma ora anche la ricerca scientifica, la cultura, il "soft power" su cui si costruisce un\'egemonia globale. Lo sconvolgimento dei rapporti di forze parte naturalmente dall\'economia. Proprio alla vigilia dell\'arrivo del Dalai Lama si è appreso che Pechino ha "liquidato" una parte dei suoi giganteschi investimenti in Buoni del Tesoro degli Stati Uniti.
Commentando la vendita record dei Treasury Bond, per 34 miliardi di dollari (ne restano comunque 755 miliardi nelle casse della banca centrale cinese) il Wall Street Journal si chiede con ansia se sia "un segnale di sfiducia verso l\'America". Che umiliazione: il Tesoro degli Stati Uniti trattato come fosse la Grecia, in balìa del giudizio dei cinesi. Più probabilmente il disinvestimento di Pechino è una mossa cautelativa. Il premier cinese Wen Jiabao da mesi denuncia il rischio che l\'alto debito americano rilanci l\'inflazione, e che Washington rimborsi i cinesi con carta straccia. Perciò Pechino diversifica i suoi investimenti. Anziché Bot, compra direttamente aziende americane. Il fondo sovrano del governo di Pechino (China Investment Corporation) ha divulgato la lista delle grandi imprese di cui è diventato azionista, per ora di minoranza. C\'è il meglio del capitalismo americano: Apple, Citigroup, Coca Cola, Bank of America, Visa, Johnson & Johnson.


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