Prima di tutto grazie Pidi10 per il tuo contributo. In seconda battuta voglio far presente che per decodificare i volumi necessita di un data feed il piu possibile vicino alla realtà. Ossia che i dati non vengano depurati o filtrati perchè il broker che si utilizza non è in grado di gestire una grande quantità di informazioni.
Il sottostante e le sue opzioni
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Prima di tutto grazie Pidi10 per il tuo contributo. In seconda battuta voglio far presente che per decodificare i volumi necessita di un data feed il piu possibile vicino alla realtà. Ossia che i dati non vengano depurati o filtrati perchè il broker che si utilizza non è in grado di gestire una grande quantità di informazioni. -
Concordo.Prima di tutto grazie Pidi10 per il tuo contributo. In seconda battuta voglio far presente che per decodificare i volumi necessita di un data feed il piu possibile vicino alla realtà. Ossia che i dati non vengano depurati o filtrati perchè il broker che si utilizza non è in grado di gestire una grande quantità di informazioni.
Questo è anche il motivo per cui quello che vediamo sul grafico, non è proprio quello che accade in realtà.
Comunque gli algoritmi lavorano sui dati che trovano, quindi è un problema dell\'utente assicurarsi che i dati siano corretti e tempestivi, non dell\'algoritmo.
Poi per quanto riguarda i volumi il problema è meno pesante perchè indipendentemente dallo spessore della fetta di dati (i dati vengono accorpati secondo un Millimeter second a scelta del broker, maggiore è questo valore minore è la qualità dei dati trasmessi) che il broker è in grado di trasmettere, dei volumi viene trasmesso solo il totale progressivo, che quindi non risente dell\'accorpamento.Comment
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L’Orologio a Volumi
Immaginate di fare una vacanza a Venezia con la vostra consorte.
E ad un certo punto della giornata, entrambi stanchi della camminata, arrivate a piazza S Marco.
E che a quel punto la vostra consorte vi chieda di sedere ad uno dei tavoli della piazza per prendere un caffè e riposarsi.
Ma che invece voi desideriate fare un giro dei negozi della piazza.
E che allora vi date appuntamento, al tavolo dove la signora resterà seduta a sorbire il suo caffè, dopo mezz’ora.
Immaginiamo quindi che voi iniziate a fare il giro dei negozi della piazza guardando le vetrine ed ogni tanto entrando dentro qualcuno, ma sempre tenendo d’occhio nella piazza il tavolo dove è restata seduta la vostra signora.
Quando state a metà del giro vi accorgete che qualcuno ha iniziato ad importunare vostra moglie.
Che fate a quel punto?
Aspettate che termini la mezz’ora concordata per intervenire o vi precipitate?
E’ ovvio vi precipitate!
Aspettare il termine della mezz’ora sarebbe da folli.
E allora perché tutti i giorni nel trading spesso ci si comporta da folli?
Cioè quando nel mercato succede qualcosa non si interviene subito, ma si aspetta?
Cosa si aspetta?
Che termini la candela del Time Frame che abbiamo scelto!
D’altra parte sarebbe anche errato se chi usa Time Frame ad esempio a 15 minuti, per questo motivo passasse a 10 minuti, perché non è quella la soluzione.
Anche chi lavora con Time Frame ad 1 minuto ha lo stesso problema.
Occorre avere un “Orologio a Volumi” per risolvere il problema.
Un Orologio a Volumi è un algoritmo che misura quanti volumi passano in un’unità di tempo.
E se il numero dei volumi supera un livello stabilito per quell’unità, l’algoritmo fa partire un allarme.
Cioè come se l’Orologio suonasse la sveglia.
Uno può tranquillamente restare a lavorare sul suo Time Frame orario, ma così riceve l’alert.
Facciamo un esempio sul Bund.
Fissiamo una regola: stabiliamo se sul Bund passano più di 300 contratti in 30 secondi, vogliamo essere avvisati perché è probabile che stia succedendo qualcosa.
Così impostiamo l’algoritmo dell’”Orologio dei Volumi”.
E quello, quando deve, suona la sveglia.
Ecco che cominciamo a sentire i rumori veri del mercato.
300 contratti in meno di 30 secondi, equivale ad uno scambio di fucilate sul campo di battaglia.
Ma se 300 contratti passano in 10 secondi, allora significa che sono state messe in funzione anche le mitragliatici.
Ma il limite del numero dei contratti può essere superato in tanti modi.
Ipotizziamo che abbiamo raggiunto quota 299 contratti e ne passa uno. In quel momento abbiamo raggiunto la quota indicata che se arriva entro la scadenza dei 30 secondi determina l’alert.
Ma può anche ipotizzarsi un altro caso.
Immaginiamo di aver raggiunto la quota di 50 contratti, ne arriva uno unico da 3000.
Superiamo di gran lunga quota 300 nei 30 secondi del limite programmato.
E c’è una bella differenza rispetto ai casi precedenti.
Perché quello può essere il rumore del boato di un cannone.
La guerra è iniziata ed ora tutti cominceranno a combattere tra di loro.
Così noi potremo essere pronti all’azione esattamente un attimo dopo il momento in cui essa inizia.
Senza alcun ritardo tipico della maggior parte degli indicatori classici che lavorano sulla storia dei prezzi.
E potremo assistere alla formazione dell’eventuale pattern rialzista, mentre si forma e con la consapevolezza che molto probabilmente che si formerà. E non il contrario, cioè ricevere l\'informazione che la guerra è iniziata dal pattern.
In questo modo invece di subirli li potremo attivare noi gli agguati.
A questo punto è lecita la seguente domanda: Va bene siamo allertati con l’Orologio dei Volumi, ma i volumi non hanno segno, quindi noi come facciamo a sapere se il prezzo si muoverà in alto o in basso?
La risposta starà nel prossimo argomento che sarà trattato: Gli schieramentiLast edited by pidi10; 25-10-13, 11:41.Comment
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Ti ringrazio per la notizia che si attende il prossimo capitolo con curiosità.
Sembra quasi che stia scrivendo un libro giallo a puntate!
Comment
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mi ero riproposto in questo fine settimana di leggere e ragionare con attenzione su questo splendido intervento di PIDI10.
E così stò facendo.
E come sempre leggendo i tuoi interventi mi accorgo che ogni parola ed affermazione non è mai a caso e va centellinata e ragionata con attenzione.
Non ti conosco personalmente ma ti leggo da diverso tempo e colgo l\'occasione per farti i miei complimenti per la chiarezza e la disponibilità che dimostri (se come dici sempre fino a qualche anno fa non sapevi nulla di questi mercati e di opzioni, hai staccato molti di noi, me compreso, nel percorso della conoscenza in questo settore)
Buona prosecuzione a te ed a tutti noi per i continui spunti che ci trasmetti con questo forumComment
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Grazie Giorgiog, ci provo.mi ero riproposto in questo fine settimana di leggere e ragionare con attenzione su questo splendido intervento di PIDI10.
E così stò facendo.
E come sempre leggendo i tuoi interventi mi accorgo che ogni parola ed affermazione non è mai a caso e va centellinata e ragionata con attenzione.
Non ti conosco personalmente ma ti leggo da diverso tempo e colgo l\'occasione per farti i miei complimenti per la chiarezza e la disponibilità che dimostri (se come dici sempre fino a qualche anno fa non sapevi nulla di questi mercati e di opzioni, hai staccato molti di noi, me compreso, nel percorso della conoscenza in questo settore)
Buona prosecuzione a te ed a tutti noi per i continui spunti che ci trasmetti con questo forum
Ai tempi d\'oro del Forum il tuo ID era utilizzato da un\'altra persona che ha partecipato alle molte pizzate che abbiamo organizzato a Roma, quindi mi pare quasi di conoscerti.
L\'argomento degli schieramenti propone una certa complessità e quindi ho voluto rivederlo più volte prima di iniziare a pubblicarlo.
Per questo i seguenti capitoli di questo "giallo" si sono fatti attendere più del dovuto.Last edited by pidi10; 27-10-13, 13:02.Comment
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Gli schieramenti di inizio mese
Prima di tutto non è proprio vero che i volumi non abbiano segno.
Se potessimo rilevare i volumi di ogni scambio in Bid ed in Ask, potremmo alimentare due totalizzatori ognuno con segno diverso ed alla fine ottenere il segno dei volumi.
Ma la cosa è difficile per due ordini di motivi:
- il primo è che i dati sono accorpati dal broker per Millimeter Second, quindi quello che riceviamo noi è un sunto di ciò che è effettivamente arrivato;
- il secondo è che tale calcolo impegnerebbe moltissimo la CPU del nostro pc, rallentando altri lavori.
Ma c’è un secondo metodo più efficiente che ci consente di lavorare sul totale progressivo dei volumi delle opzioni e quindi su un dato molto più preciso di quello rilevabile dai volumi dei singoli scambi sul Bid e sull’Ask.
Infatti se parte un attacco, ci sarà una difesa e noi riceviamo un unico dato che somma i volumi dell’attacco con quelli della difesa.
Ma l’azione avrà un esito sul prezzo del sottostante.
Se saranno stati più incisivi gli attaccanti, ad esempio, rialzisti, il prezzo sarà aumentato.
Quindi quei volumi possono essere complessivamente targati come volumi con segno positivo.
Non è raro vedere talvolta che i volumi crescano di molto.
Significa che la battaglia è forte, gli attaccanti attaccano, ma i difensori si difendono bene.
E noi vediamo solo la somma dei volumi.
E capita di vedere che dopo un andamento a favore degli attaccanti, la forza dei difensori prevalga ed il segno inverta.
Tali fatti possono determinare una confusione che va aggirata.
Allora qui occorre fare una considerazione.
Quando si affrontano due eserciti, l’uno composto ad esempio dal doppio delle forze dell’altro, non è difficile immaginare chi uscirà vincitore dalla Battaglia.
Perciò occorre saper riconoscere gli schieramenti in campo.
Normalmente noi deleghiamo questo studio all’analisi degli OI.
Ma sappiamo che gli OI vengono pubblicati una volta al giorno e si riferiscono al giorno precedente.
Troppo tardi per il nostro scopo.
A noi ci servono informazioni “in diretta”.
Ma durante la giornata gli OI, pur muovendosi, non vengono divulgati minuto per minuto sulle piattaforme dei brokers.
Poi ci sono altri algoritmi come i DPD che possono risolvere il problema, ma chi crea trading system automatici, non è in grado facilmente di inserire questa informazione nel suo programma.
Serve qualcosa di più semplice.
Lo studio degli schieramenti ha due obbiettivi.
Il primo è quello di conoscere gli schieramenti ad inizio mese, il secondo e riconoscerli momento dopo momento nell’intraday e confrontarli con quelli degli OI di inizio giornata.
Lo scopo di tale studio è dare un segno al mercato, cioè capire quale sia la tendenza in atto.
Ad esempio capire all’inizio del mese che il mercato tenderà ad essere rialzista, potrebbe indurci ad evitare durante tutto il mese operazioni ribassiste e in definitiva tale informazione varia a nostro favore la probabilità di successo delle nostre azioni.
Questa informazione di inizio mese è meravigliosamente rilevabile dal sito di PlayOptions nella sezione “Diamo i Numeri”.
Io all’inizio di ogni mese vado a verificare gli OI per scadenza e se per il mese a venire la colonna delle Call è superiore, anche di poco, a quella delle Put, io so che il mese sarà ribassista.
Sono anni che uso questa accortezza e raramente l’esito predetto si è rivelato errato.
L’altra rilevazione, quella intraday, è più complessa.
Ricordate il racconto della battaglia?
Avevo detto che non avevo raccontato una storia, ma un algoritmo.
E’ proprio così.
E’ l’algoritmo che valuta durante la giornata, minuto dopo minuto, il dispiegamento delle forze in campo secondo i loro ruoli e misura la pressione delle minacce incombenti.
Questo algoritmo fornisce “in diretta” un “Segno del Mercato” Intraday che ha una caratteristica particolare.
Può anticipare i movimenti di mercato con una certa precisione.
E’ normale in una battaglia, perché prima ci si schiera e poi si combatte.
Vedremo nella prossima parte come seguire e decodificare gli Schieramenti Intraday.Comment
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Si potrebbe utilizzare il Market PressurePrima di tutto non è proprio vero che i volumi non abbiano segno.
Se potessimo rilevare i volumi di ogni scambio in Bid ed in Ask, potremmo alimentare due totalizzatori ognuno con segno diverso ed alla fine ottenere il segno dei volumi.
Ma la cosa è difficile per due ordini di motivi:
- il primo è che i dati sono accorpati dal broker per Millimeter Second, quindi quello che riceviamo noi è un sunto di ciò che è effettivamente arrivato;
- il secondo è che tale calcolo impegnerebbe moltissimo la CPU del nostro pc, rallentando altri lavori.
Ma c’è un secondo metodo più efficiente che ci consente di lavorare sul totale progressivo dei volumi delle opzioni e quindi su un dato molto più preciso di quello rilevabile dai volumi dei singoli scambi sul Bid e sull’Ask.
Infatti se parte un attacco, ci sarà una difesa e noi riceviamo un unico dato che somma i volumi dell’attacco con quelli della difesa.
Ma l’azione avrà un esito sul prezzo del sottostante.
Se saranno stati più incisivi gli attaccanti, ad esempio, rialzisti, il prezzo sarà aumentato.
Quindi quei volumi possono essere complessivamente targati come volumi con segno positivo.
Non è raro vedere talvolta che i volumi crescano di molto.
Significa che la battaglia è forte, gli attaccanti attaccano, ma i difensori si difendono bene.
E noi vediamo solo la somma dei volumi.
E capita di vedere che dopo un andamento a favore degli attaccanti, la forza dei difensori prevalga ed il segno inverta.
Tali fatti possono determinare una confusione che va aggirata.
Allora qui occorre fare una considerazione.
Quando si affrontano due eserciti, l’uno composto ad esempio dal doppio delle forze dell’altro, non è difficile immaginare chi uscirà vincitore dalla Battaglia.
Perciò occorre saper riconoscere gli schieramenti in campo.
Normalmente noi deleghiamo questo studio all’analisi degli OI.
Ma sappiamo che gli OI vengono pubblicati una volta al giorno e si riferiscono al giorno precedente.
Troppo tardi per il nostro scopo.
A noi ci servono informazioni “in diretta”.
Ma durante la giornata gli OI, pur muovendosi, non vengono divulgati minuto per minuto sulle piattaforme dei brokers.
Poi ci sono altri algoritmi come i DPD che possono risolvere il problema, ma chi crea trading system automatici, non è in grado facilmente di inserire questa informazione nel suo programma.
Serve qualcosa di più semplice.
Lo studio degli schieramenti ha due obbiettivi.
Il primo è quello di conoscere gli schieramenti ad inizio mese, il secondo e riconoscerli momento dopo momento nell’intraday e confrontarli con quelli degli OI di inizio giornata.
Lo scopo di tale studio è dare un segno al mercato, cioè capire quale sia la tendenza in atto.
Ad esempio capire all’inizio del mese che il mercato tenderà ad essere rialzista, potrebbe indurci ad evitare durante tutto il mese operazioni ribassiste e in definitiva tale informazione varia a nostro favore la probabilità di successo delle nostre azioni.
Questa informazione di inizio mese è meravigliosamente rilevabile dal sito di PlayOptions nella sezione “Diamo i Numeri”.
Io all’inizio di ogni mese vado a verificare gli OI per scadenza e se per il mese a venire la colonna delle Call è superiore, anche di poco, a quella delle Put, io so che il mese sarà ribassista.
Sono anni che uso questa accortezza e raramente l’esito predetto si è rivelato errato.
L’altra rilevazione, quella intraday, è più complessa.
Ricordate il racconto della battaglia?
Avevo detto che non avevo raccontato una storia, ma un algoritmo.
E’ proprio così.
E’ l’algoritmo che valuta durante la giornata, minuto dopo minuto, il dispiegamento delle forze in campo secondo i loro ruoli e misura la pressione delle minacce incombenti.
Questo algoritmo fornisce “in diretta” un “Segno del Mercato” Intraday che ha una caratteristica particolare.
Può anticipare i movimenti di mercato con una certa precisione.
E’ normale in una battaglia, perché prima ci si schiera e poi si combatte.
Vedremo nella prossima parte come seguire e decodificare gli Schieramenti Intraday.All'uomo irrazionale interessa solamente avere ragione. All'uomo razionale interessa imparare.Comment
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Il Market Pressure ha la sua validità per lo scopo per il quale è stato inventato.
E rileva l\'interesse che gli investitori in sottostante dimostrano per lo stesso, o aggiornando le loro posizioni sul book o facendo investimenti.
Il Market Pressure conta i tick sull\'Ask e sul Bid del sottostante.
Un tick non necessariamente deve essere uno scambio e quindi generatore di volumi.
E\' una specie di termometro per misurare l\'interesse di coloro che investono nel sottostante.
Ma non è costruito per individuare gli schieramenti degli opzionisti di quel sottostante momento dopo momento.
Costoro possono anche non generare alcun tick sul book del sottostante, ma non si può dire che siano privi di interesse.
La loro attenzione per il sottostante dipende dalla posizione che hanno sulle opzioni e quindi tale valutazione richiede mezzi adeguati e diversi da quelli necessari per misurare l\'interesse di coloro che guardano al sottostante direttamente.
Questo interesse il Market Pressure non è in grado di valutarlo, semplicemente perchè è stato inventato per rilevare un fenomeno diverso.
Certamente il Market Pressure è un mezzo utilissimo per un trader, come tutti gli indicatori progettati da Tiziano ed anche altri teorizzati dall\'Analisi Tecnica.
Inoltre lo scopo di questa discussione è quello di dare al Trader, oltre che mezzi per misurare, tecniche per costruirsi una visione del mercato che possa aiutare indipendentemente dagli indicatori di si usano.Comment
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Gli Schieramenti Intraday
Mentre per l’ “Orologio di Volumi” abbiamo analizzato i volumi del sottostante qui analizziamo i volumi delle Opzioni.
Prima di entrare nel vivo dell’argomento voglio fare alcune precisazioni:
I volumi delle opzioni non sempre equivalgono a contratti che si aprono.
Io posso vendere un’opzione aprendo un contratto e poi riacquistarla chiudendolo.
Volumi 2, contratti aperti 0.
Quindi ragionare sui volumi comporta un piccolo sfasamento, che però dai risultati risulta sostanzialmente ininfluente.
Ma un Trading System che gira su un pc non ha la potenza di calcolo che serve ad esempio per ospitare e valutare in continuo tutti i dati che servono per calcolare i DPD, quindi se si vuole inserire in un Trading System un algoritmo che assolva al compito di “sentire dove tira il vento” momento dopo momento, occorre utilizzare ciò che si ha, cioè i volumi e la limitata potenza di calcolo disponibile.
All’inizio della giornata i volumi della stessa sono a zero, ma non i contratti aperti sulle opzioni, che conosciamo attraverso l’analisi degli OI del giorno prima.
Quindi il nostro scopo a verificare ciò che accade nella giornata, cioè come e perché nascono le posizioni delle opzioni in area ATM. In definitiva come si creano gli OI momento dopo momento. Perché quella è la linea del fronte e perché li sta la chiave di volta dell’intraday.
Torniamo al racconto.
I mercenari, lo dice la parola stessa combattono per soldi.
In questa battaglia i mercenari sono gli opzionisti, cioè degli speculatori che vendono opzioni (cioè assicurazioni) agli stanziali per soldi.
Un mercenario non ha ideali come gli stanziali.
Gli eserciti dei mercenari sono quelli più organizzati.
I loro schieramenti contrapposti determinano l’esito finale della Guerra.
Ma nel campo di battaglia ci sono anche gli stanziali.
Costoro usano i mercenari se temono minacce ai loro interessi di investitori sul sottostante.
Da essi comprano opzioni come se comprassero assicurazioni.
Ed i loro timori possono scaturire anche da fattori esogeni, come il timore di eventi atmosferici rappresentati dalle News, o endogeni come l’apprensione per l’avvio di andamenti contrari del mercato.
I livelli delle loro Paure determinano l’esito delle singole Battaglie
In un mese c’è una sola Guerra, ma tante Battaglie.
Sono gli esiti delle Battaglie a determinare l’andamento serpeggiante del sottostante.
Quindi per poter capire in che situazione ci si trova occorre valutare due elementi distinti:
1) Lo schieramento dei mercenari e
2) La paura degli stanziali.
Lo schieramento dei mercenari è determinato dai volumi delle opzioni OTM che loro hanno venduto agli stanziali nella giornata o in quelle precedenti, per cui hanno incassato un premio, che intendono difendere.
La paura degli stanziali riflette la forza delle minacce incombenti su di loro ed è determinata dai volumi delle opzioni ATM che loro hanno comprato dai mercenari, pagando un premio assicurativo.
In una battaglia naturalmente ci sono anche i prigionieri.
Gli stanziali quando possono ne fanno tra i mercenari.
I prigionieri, essendo mercenari, una volta catturati fanno buon viso a cattivo gioco e cercano di salvarsi la pelle assecondando la volontà del loro nemico.
I prigionieri prima combattevano e difendevano il loro strike ATM o OTM, ma poi il fronte della battaglia ha superato la loro posizione ed ora si trovano in una posizione ITM.
Hanno dovuto hedggiare (buon viso a cattivo gioco) ed ora sono li in catene, bloccati.
Non producono più volumi perché non possono ricomprare le loro opzioni, quindi spariscono dalla scena dei volumi.
La posizione ATM è il fronte della battaglia e sul fronte ci stanno i fanti.
Se vincono la battaglia le loro posizioni diventano OTM e il fante diventa artigliere, se la perdono saranno fatti prigionieri e le loro posizioni diventeranno ITM.
Dietro il fronte ci sono schierati entrambi gli eserciti con l’artiglieria posizionata su posizioni OTM.
Sia quelli rilevabili giornalmente dai volumi sia quelli rilavabili il giorno precedente dagli OI.
E da li sparano sul nemico.
Sulla linea del fronte domina la paura degli stanziali per le minacce, dietro al fronte domina il numero di cannoni puntati dai mercenari.
Tutto questo è rappresentabile con un algoritmo che produce un “Segno del Mercato” che può assumere 2 valori differenti:
1 (prevalenza di posizioni rialziste) o
-1 (prevalenza di posizioni ribassiste).
Il ragionamento è il seguente.
1) La Paura di un rialzo da parte dei ribassisti stanziali rilevata in base ai volumi delle Call ATM (comprate),
2) sommata agli schieramenti dei mercenari rialzisti belligeranti rilevata in base ai volumi delle Put OTM (vendute),
3) a cui va sottratta la parte dei mercenari rialzisti prigionieri rilevata in base alle Put ITM (hedggiate)
rappresentano la “Pressione Rialzista Intraday” momento dopo momento.
Mentre
1) la Paura di un ribasso da parte dei rialzisti stanziali rilevata in base ai volumi delle Put ATM (comprate),
2) sommata agli schieramenti dei mercenari ribassisti belligeranti rilevata in base ai volumi delle Call OTM (vendute),
3) a cui va sottratta la parte dei mercenari rialzisti prigionieri rilevata in base alle Call ITM (hedggiate)
rappresentano la “Pressione Ribassista Intraday” momento dopo momento.
Sottraendo la pressione ribassista da quella rialzista, si ottiene il valore della “Pressione Complessiva Intraday”.
Il valore della “Pressione Complessiva Intraday” è un numero che varia da positivo a negativo e nei momenti in cui c’è una grossa minaccia, può raggiungere valori alti.
Può essere plottata e così si percepiscono meglio i “rumori” degli eserciti che si muovono sul campo di battaglia.
Se la “Pressione Complessiva Intraday” risulta positiva produce un “Segno del Mercato” pari ad 1 altrimenti pari a -1.
A questo punto dobbiamo integrare questo segno con gli OI di inizio giornata.
Se l’esame degli OI di inizio giornata ci ha dato un esito rialzista, la probabilità che un “Segno del Mercato” rialzista sia attendibile è altissima, se invece è il contrario occorre procedere con maggiore prudenza, cercando ulteriori conferme di volume.
Non è detto che appena tale Segno diventa positivo stia per partire un rialzo del sottostante, significa solo che con un Segno rialzista la probabilità che il prossimo movimento sia rialzista è superiore a quella che sia ribassista.
Quando siamo in presenza di un Segno, ad esempio rialzista, sappiamo che il mercato ha una carica positiva innescata, ma ancora nessuno ha acceso la miccia.
La Battaglia sta per iniziare, ma ancora non è cominciata.
E’ dai volumi del sottostante e cioè dall’Orologio di Volumi che sentiamo il rumore del primo cannone che spara.
E quando inizia a farlo, noi, attraverso la costante analisi degli schieramenti, già sappiamo quale dei due eserciti ha la maggiore probabilità di successo.
E lo sappiamo prima che la candela del Time Frame scelto termini.
Quindi questo indicatore ha la capacità di anticipare, talvolta anche notevolmente, i movimenti del mercato.
E contribuisce a rendere la visione del mercato che sto raccontando, particolarmente efficace.
Nella prossima parte approfondiremo l’argomento attraverso un esempio.Comment
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