Il pericolo della Call e quello della Put

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  • Cagalli Tiziano
    replied
    Sembrava una domanda facile eh?.
    Vedete quante risposte diverse tra di loro? Tra un paio di giorni vi dico la risposta e intanto vi ripropongo la domada.

    La domanda è:
    premesso che c\'è un "rischio rovina" mettere in elenco per tale rischio le 4 posizioni.

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  • Oscar Luigi
    replied
    Originariamente Scritto da fanixs
    Scusa Oscar ,io sono un po\' de coccio,dall\'immagine non riesco a capire come mai ho questa differenza di volatilità nelle 2 tabelle,se non hai tempo non ti preoccupare!!!!
    ciaooo
    Perché il delta di portafoglio (totale che comprende tutte le posizioni in portafoglio) che è la tabella a sinistra si calcola moltiplicando il delta della singola opzione*la quantità delle opzioni (ovvio che se hai 2 opzioni in portafoglio il delta raddoppia e così via) * il moltiplicatore (che trasforma i numeri in euro. Per il ftse è 2.5, per il s&p 500 è 50, per lo stoxx è 10...)
    Last edited by Oscar Luigi; 05-05-11, 16:31.

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  • Thalos
    replied
    Ciao
    Anche se nel campo delle opzioni sono alle prime armi, dalle esperienze sin\' ora conseguite sono d\' accordo con quanto da tè affermato.....
    Per quanto riguarda i Trading System ho preso in cosiderazione il metodo spiegato da Cagalli riguardo le Bande di Bollinger modificate e il metodo Box per renderle efficaci....
    Il TS fatto da me sul metodo Cagalli e messo in prova su VT in questi giorni e dà ottimi risultati nei segnali Short, mentre nei segnali Long è senz\' altro più difficile da settare specialmente la variabile sulla BBandwidth che determina l\' entrata dei segnali del sistema...
    Per ora lo stò testando sul Futures Eurostoxx50 e Fibs....
    Unico problema è far tradare il Trading system con le opzioni, io finora a ora ho sempre fatto TS su Azioni e futures e non conosco il comportamento dei TS con le Opzioni che sono meno liquide e quindi ho i dubbi che il segnale di entrata o uscita sia preso nella maniera corretta.
    Per quanto riguarda il discorso dlla Put venduta a bassa capitalizzazione, i titoli di cui puoi sfruttare tale possibilità sono pochi, mentre coi futures non è possibile....

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  • pidi10
    replied
    Mi sembra che per varie ragioni siamo tutti concordi nel determinare nella Call venduta il rischio più alto.

    Desidero spendere una parola sull\'analisi matematica del rischio. Io non la definirei astratta.
    Ad esempio sapendo che il massimo rischio della Put equivale al valore del sottostante, si potrebbe scegliere un sottostante a bassa capitalizzazione ed accettare il rischio della perdita totale sul lato put, che essendo a bassa capitalizzazione dovrebbe essere contenuta, e studiare una strategia di opzioni vendute su entrambi i lati e coperta solo dal lato Call.
    E\' evidente a tutti che se eviti di comprare le coperture da un lato perchè hai una copertura "NATURALE", la probabilità di portare a casa un guadagno si incrementa di molto.

    Poi in merito al rischio c\'é da valutare anche un altro elemento che io nella mia esperienza ho notato essere determinante, e che precedentemente avevo ritenuto addirittura ininfluente. La posizione psicologica dell\'operatore.
    Si può stabilire a priori una strategia precisa, ma poi arriva il momento in cui bisogna valutare se una certa condizione si sia avverata o meno ed essere pronti ad adottare una contro misura, già pensata e programmata, che però comporta una perdita o una riduzione significativa del guadagno sperato. Li occorre essere decisi e se non si è convinti della propria strategia, la speranza di ritracciamenti può portare alla catastrofe (purtroppo cose viste).
    Altro caso è quello in cui dopo momenti come quelli descritti, il ritracciamento avviene. Anche li occorre essere molto lucidi. Ma spesso ci si trascina dietro un lungo periodo di stress che ci spinge ad apportare le correzioni affrettate, in momenti teoricamente errati ed a perdere completamente il premio del rischio corso.

    Invece l\'uso di programmi informatici, elimina totalmente tale fattore negativo.
    Però ad un programma occorre dire come comportarsi in ogni fase sin dall\'inizio.
    Quindi occorre individuare valori precisi raggiunti i quali lui deve reagire in un certo modo.
    Può capitare che per un tick si vanifichi un guadagno, quindi la valutazione dei rischi deve essere precisa. E solo in base ad essa sarà possibile individuare delle mosse e contromosse il più adeguate possibile alla generalità dei casi che si presenteranno.

    Ecco che la definizione del rischio intesa come numero, cessa di essere astratta e diventa il primo e decisivo passo per dare all\'attività di trading quel vantaggio decisivo costituito dall\'assenza di ansia e dei conseguenti errori dovuti allo stress.

    E\' il mio modo di vedere la cosa che propongo alla comunità.

    I miei programmi oggi girano su una ventina di pc sparsi un po\' in tutta Italia.
    Molti di essi sono gestiti da persone che non sanno neppure cosa sia una call.
    La sera io ricevo da ognuno di essi il risultato del trading automatico effettuato durante le giornata.
    E attualmente, in assenza di errori di programma, stanno guadagnando costantemente tutti.
    Le perdite, le rare volte che accadono, sono state programmate anch\'esse in quanto consolidandole si possono produrre guadagni superiori alle stesse e quindi risultano "convenienti".
    Non c\'è più nulla, a parte gli errori di software, che accada per caso.
    Per ogni evenienza c\'è una risposta già programmata.

    Si può definire in tanti modi questa cosa, ma certamente non ASTRATTA.
    Last edited by pidi10; 05-05-11, 00:17.

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  • Oscar Luigi
    replied
    Originariamente Scritto da pidi10
    Secondo me bisogna tenere distinti due concetti:
    La valutazione del rischio di una posizione
    L\'abilità di difendere la posizione stessa.

    Il rischio è oggettivo e deve essere individuato con un numero.

    L\'abilità è soggettiva e può essere individuata con una valutazione più o meno argomentata delle capacità del soggetto.

    Ma se devi scrivere una routine per far compiere delle azioni ad un programma, devi essere usare i numeri perché il computer è stupido e le argomentazioni non le capisce.

    Se la domanda era "sapere quale rischio si corre", la risposta non può che essere data dal valore preciso di ciascun rischio, cioè un numero.

    E\' una delle prime cosa che mi disse Tiziano 4 anni fa. Il mio mestiere - disse - è valutare i rischi, cioè individuare un numero preciso che li qualifichi.
    Se parliamo in termini “astratti”, e metto volutamente le virgolette per rispetto del mio interlocutore, immaginerei che la vendita di una call sia più rischiosa della vendita di una put: la prima va ad infinito e la seconda va a zero. Ma tutto questo non ci aiuta nella gestione della posizione. Valutiamo sì il rischio assoluto, ma molto prima di questi casi estremi avremo il nostro conto chiuso.

    Se parliamo in termini “pratici”, altre virgolette, abbiamo l’ottima risposta di marzac, davvero emblematica ed istruttiva, a cui segue la risposta di condivisione di Tiziano:

    Originariamente Scritto da Cagalli Tiziano
    Sai quante notti in bianco prima di capire che il lato put sugli indici era il migliore? Rollate infinite!
    Cioè sembrerebbe che, per lo stesso individuo, supponendolo esperto e buon gestore di portafoglio, sia più facile, in linea di massima, gestire una put scoperta piuttosto che una call scoperta.
    Ovviamente sto facendo un’ipotesi matematica approssimativa, come dire che a parità di gestore le put nude sono più facili da trattare delle call nude, ma il gestore non è un computer, ed avrà lucidità, ansie o particolari stati d’animo. Pur tuttavia penserei che in linea di massima la gestione delle put short sia più semplice delle call short.

    Anche nella risposta di Tiziano:

    Originariamente Scritto da Cagalli Tiziano
    In quel caso la difficoltà era identica. Le operazioni di salvataggio sono speculari.
    È vero che le operazioni di correzione sono speculari, ma riterrei che farle dal lato put sia più efficace che dal lato call. Da notare ad esempio che il mega strangle (-28 put, -28 call) è fatto con opzioni otm, cosa per cui la rollatura è già di per sé meno vantaggiosa rispetto al caso dello strangle con opzioni itm, la cui curva at now è molto vicina ad essere una retta. Immaginerei che per tale portafoglio il lato put sia più facilmente difendibile del lato call.

    Ciao a tutti.

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  • Oscar Luigi
    replied
    Originariamente Scritto da fanixs
    Ciao a tutti,a proposito di volatilità,volevo chiedere qual\'è la differenza tra la volatilità che mi ritrovo nel tabellone di fiuto beta,rispetto alla volatilità che mi ritrovo sempre su fiuto beta ,ma dopo che ho effettuato una operazione short o long che sia ad esempio oggi ho una volatilità nel tabellone della call 22250 Maggio di 30.1953 se la vado a longare nella tabella sottostante mi ritrovo una volatilità di 18,3756.
    Ringrazio anticipatamente!!!! Se qualcuno mi risponde!!!!
    Vedi immagine allegata.
    File Allegati

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  • fanixs
    replied
    Ciao a tutti,a proposito di volatilità,volevo chiedere qual\'è la differenza tra la volatilità che mi ritrovo nel tabellone di fiuto beta,rispetto alla volatilità che mi ritrovo sempre su fiuto beta ,ma dopo che ho effettuato una operazione short o long che sia ad esempio oggi ho una volatilità nel tabellone della call 22250 Maggio di 30.1953 se la vado a longare nella tabella sottostante mi ritrovo una volatilità di 18,3756.
    Ringrazio anticipatamente!!!! Se qualcuno mi risponde!!!!

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  • fondentebali
    replied
    Originariamente Scritto da Cagalli Tiziano
    Mettiamola così allora:

    intendo per rischio il "rischio rovina".

    La domanda allora è con quale delle sopracitate operazioni si rischia maggiormente di andare in rovina.
    Continuo a pensare che il maggior rischio si abbia sul lato della vendita di put, anche se non possiamo andare oltre lo 0, per il sottostante, il rischio di aumento di volatilità per le put è quello che mi spaventa di più, se ho venduto !!!!

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  • fondentebali
    replied
    Originariamente Scritto da Ismael
    Io direi 1,2,3,4 perchè:
    1. gli acquisti sono a rischio limitato
    2. E\' più rischioso vendere put perchè i ribassi sono più repentini (le put hanno volatilità più alta per questo, vedi lo smile...)
    Mi associo a questa valutazione, una discesa repentina spaventa più di una salita del sottostante e la volatilità delle PUT aumenta in % maggiore.:silly:

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  • glracer15
    replied
    Originariamente Scritto da Oscar Luigi
    Gentili Signori del forum,
    Anzitutto mettiamo dei punti fermi. In base a quanto visto da Gauss e condiviso da Tiziano, è statisticamente più profittevole vendere opzioni rispetto che comprarne, in quanto c’è maggior possibilità per un’opzione di finire otm (premio incluso).
    Vorrei precisare una cosa. In un gioco non importa quante volte vinci ma la tua perdita o il tuo guadagno in rapporto alle vincite.
    Mi spiego meglio: se ho la probabilità di vincere 99 volte su 100 ho le probabilità a mio favore. Ma se quando vinco guadagno 1€ e quando perdo perdo 1000€, allora mi basta perdere una volta per andare abbondantemente sotto...

    Quindi chi vende opzioni ha maggiori probabilità di vincere spesso ma questo non vuol dire guadagnare...

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  • Cagalli Tiziano
    replied
    Originariamente Scritto da marzac
    Hai sintetizzato bene un argomento principe.

    Ti racconto la mia esperienza.

    Da ben oltre un annetto ho impostato un\'operatività di tipo "goccia continua" che mi dà buone soddisfazioni, senza farmi penare troppo.
    Seguendo i suggerimenti di Tiziano, che sugli indici azionari suggeriva di utilizzare solo il lato Put, sostenendo che Last<>0 era la distanza massima percorribile dal sottostante, ho iniziato.

    Dopo le primissime scadenze, portate a casa senza stress, mi viene l\'idea di raddoppiare il gain utilizzando anche il lato Call per la strategia (ne saprò almeno una più di Tiziano, no ?)

    Il problema fu che il sottostante puntò a nord con determinazione e senza pause, seppur senza la velocità di un crollo di mercato.

    Caratteristiche:
    - Last<>Infinito: non presenta ammortizzatori naturali.
    - Volatilità bassa, quindi componente "aria fritta" iniziale venduta (leggasi munizioni) scarsa.
    - Necessità di rollature frequenti (ogni strike di 50 pt sull\'eurostoxx ...)
    - Moltiplicazione dell\'esposizione e conseguenti costi di copertura delle comprate importanti.

    Disponendo di denari sufficienti, pur trovandomi ormai esposto per una notevole quantità di sottostanti, l\'ho portata a casa lo stesso ... ma quanto fieno ? a fronte di quale rischio ? di quale esposizione al mercato ?
    Troppo poco, rispetto ad una speculare strategia di Put, la quale ciò che deve fare lo fa alla svelta, in pochi giorni ... ma l\'aria fritta è ben maggiore e le rollature, almeno finora, sono sempre avvenute in modo conveniente.
    La scorta di denari, comunque, è comunque ancora più necessaria, perchè:

    crollo > esplosione volatilità > esplosione margini > margin call > chiusura posizioni da parte della sim alle peggiori condizioni possibili !
    Sai quante notti in bianco prima di capire che il lato put sugli indici era il migliore? Rollate infinite!

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  • marzac
    replied
    Originariamente Scritto da Oscar Luigi
    In caso di put short e di crollo del mercato ho come fattori contrari la velocità del crollo, a volte molto brusca. Come aspetti a favore il fatto che in caso di crollo avrei, se ho fatto una strategia con un po’ di intelligenza, un po’ ti margine e dunque di tempo per intervenire, sperando che non ci sia un crollo di 100 punti di S&P 500 in meno di 3 minuti. Se ad esempio la mia put short è 40 o 50 punti distante penso che ho il tempo sufficiente per coprirla.
    Altro punto a favore il fatto che in caso di crolli c’è un aumento di volatilità che mi potrebbe facilitare la rollatura verticale o orizzontale che sia.

    Per quanto riguarda la call short, ho a favore una maggior lentezza della salita e dunque più tempo per ragionare sulla strategia di copertura, e come aspetti negativi una maggior vicinanza della call short, cosa necessaria per prenderla con un po’ di punti, ed il fatto che la salita fa diminuire la volatilità rendendomi più difficoltosa la rollatura.
    Hai sintetizzato bene un argomento principe.

    Ti racconto la mia esperienza.

    Da ben oltre un annetto ho impostato un\'operatività di tipo "goccia continua" che mi dà buone soddisfazioni, senza farmi penare troppo.
    Seguendo i suggerimenti di Tiziano, che sugli indici azionari suggeriva di utilizzare solo il lato Put, sostenendo che Last<>0 era la distanza massima percorribile dal sottostante, ho iniziato.

    Dopo le primissime scadenze, portate a casa senza stress, mi viene l\'idea di raddoppiare il gain utilizzando anche il lato Call per la strategia (ne saprò almeno una più di Tiziano, no ?)

    Il problema fu che il sottostante puntò a nord con determinazione e senza pause, seppur senza la velocità di un crollo di mercato.

    Caratteristiche:
    - Last<>Infinito: non presenta ammortizzatori naturali.
    - Volatilità bassa, quindi componente "aria fritta" iniziale venduta (leggasi munizioni) scarsa.
    - Necessità di rollature frequenti (ogni strike di 50 pt sull\'eurostoxx ...)
    - Moltiplicazione dell\'esposizione e conseguenti costi di copertura delle comprate importanti.

    Disponendo di denari sufficienti, pur trovandomi ormai esposto per una notevole quantità di sottostanti, l\'ho portata a casa lo stesso ... ma quanto fieno ? a fronte di quale rischio ? di quale esposizione al mercato ?
    Troppo poco, rispetto ad una speculare strategia di Put, la quale ciò che deve fare lo fa alla svelta, in pochi giorni ... ma l\'aria fritta è ben maggiore e le rollature, almeno finora, sono sempre avvenute in modo conveniente.
    La scorta di denari, comunque, è comunque ancora più necessaria, perchè:

    crollo > esplosione volatilità > esplosione margini > margin call > chiusura posizioni da parte della sim alle peggiori condizioni possibili !

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  • paciola1968
    replied
    Se consideriamo la singola operazione e non consioderiamo l\'eventuale copertura......direi la vendita di una call.
    Rischio maggiore in quanto il sottostante potrebbe salire all\'infinito.

    Credo almeno...

    Davide

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  • Cagalli Tiziano
    replied
    Mettiamola così allora:

    intendo per rischio il "rischio rovina".

    La domanda allora è con quale delle sopracitate operazioni si rischia maggiormente di andare in rovina.

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  • Cagalli Tiziano
    replied
    Originariamente Scritto da Oscar Luigi

    Qualche tempo fa Tiziano postò la strategia di un mega strangle su bund fatto con -28 put e -28 call. Mi chiedo quindi: quali dei due lati sarebbe stato più facile da coprire?

    Grazie per i vostri contributi.
    In quel caso la difficoltà era identica. Le operazioni di salvataggio sono speculari.

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