Secondo me questa evidenza riportata da Tiziano dipende dall\'impossibilità da parte del MM di operare contestualmente sul lato dei riacquisti dopo aver effettuato delle vendite.
E questa impossibilità in pratica lo espone al rischio, come per un arbitraggista puro non dovrebbe essere.
Ma a parte questa anomalia, il suo lavoro istituzionale di accettare qualsiasi rischio, vendendo opzioni in quanto impegnato contrattualmente con la borsa a farlo, e poi distribuire tale rischio a chi è strutturato per gestirlo, produce come effetto quello di calmierare il prezzo del sottostante a causa dell\'opera degli speculatori (venditori di opzioni) a cui il rischio il MM cede e per i quali il lavoro dell MM costituisce condizione indispensabile per poter operare. Cioè il suo operato è assimilabile a quello degli gli arbitraggisti che operano sulle valute che calmierano i cambi garantendo l\'equivalenza delle quotazioni nelle varie piazze.
Il MM in opzioni al contrario degli arbitraggisti in valute, non può operare contestualmente sul lato acquisti e vendite e quindi si espone ad un rischio che lo costringe ad azioni preventive sui prezzi delle opzioni, effettuate sulla base delle sue aspettative di andamento del sottostante.
Ma secondo me questo fatto non è sufficiente per impedire di definire il MM un arbitraggista.
Definizione che con le limitazioni citate aiuta molto ad avere una visione interpretativa aggiuntiva, che ha notevoli valenze sia dal punto di vista didattico che da quello della comprensione sempre più raffinata dei meccanismi che sottengono questo mercato.
E questa impossibilità in pratica lo espone al rischio, come per un arbitraggista puro non dovrebbe essere.
Ma a parte questa anomalia, il suo lavoro istituzionale di accettare qualsiasi rischio, vendendo opzioni in quanto impegnato contrattualmente con la borsa a farlo, e poi distribuire tale rischio a chi è strutturato per gestirlo, produce come effetto quello di calmierare il prezzo del sottostante a causa dell\'opera degli speculatori (venditori di opzioni) a cui il rischio il MM cede e per i quali il lavoro dell MM costituisce condizione indispensabile per poter operare. Cioè il suo operato è assimilabile a quello degli gli arbitraggisti che operano sulle valute che calmierano i cambi garantendo l\'equivalenza delle quotazioni nelle varie piazze.
Il MM in opzioni al contrario degli arbitraggisti in valute, non può operare contestualmente sul lato acquisti e vendite e quindi si espone ad un rischio che lo costringe ad azioni preventive sui prezzi delle opzioni, effettuate sulla base delle sue aspettative di andamento del sottostante.
Ma secondo me questo fatto non è sufficiente per impedire di definire il MM un arbitraggista.
Definizione che con le limitazioni citate aiuta molto ad avere una visione interpretativa aggiuntiva, che ha notevoli valenze sia dal punto di vista didattico che da quello della comprensione sempre più raffinata dei meccanismi che sottengono questo mercato.



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