L\'equazione della ricchezza: la variabile Ψ
L\'economista istituzionale a cui fossero sottoposte la categorie d\'analisi con cui stiamo ragionando non avrebbe timore a sostenere che W = Y, dacché questa è l\'assunzione sottostante al modello di riferimento.
Ora, al di là dei valori che può assumere la variabile “Φ”, considerando la (R.3), si nota chiaramente che la situazione descritta dall\'economista neoclassico può essere spiegata anche da un altro fatto, ovvero: Ψ = 0.
Tecnicamente, la variabile “Ψ” determina la coscienza che l\'individuo medio ha della dinamica riguardante il potere economico, “Φ”. E\' logico assumere che 0 ≤ Ψ ≤ 1, con Ψ = 1 corrispondente alla situazione di piena coscienza, e viceversa.
“Ψ” è pertanto una misura di informazione, attenzione e, in senso lato, cultura.
Riprendendo per un attimo i termini della trattazione roegeniana, se consideriamo che la variabile del potere economico è approssimativamente assimilabile alla variabile sociale, la condizione Ψ = 0 è quella che va a spiegare perché avviene la famosa eclissi del termine “Ys”.
Al solito, alcuni esempi aiutano a capire. Nel 1923 alcuni composti organici del piombo “furono aggiunti alle benzine per elevarne il potere antidetonante. Da allora – non essendo il metallo degradabile in alcun modo – il suo livello nell\'atmosfera, nelle acque di pioggia, nel terreno, negli alimenti, perfino negli oceani e nei ghiacciai della Groenlandia e dell\'Antartide si è elevato in misura impressionante (…). Nei ghiacciai della Groenlandia la concentrazione del piombo nei vari strati – corrispondente all\'anno di deposito, datato
mediante radiocarbonio – era nel 1750 doppia rispetto all\'800 A.C. (0,001 microgrammi per kg, invece di 0,0005). Nel 1975, dopo appena due secoli, l\'aumento registrato è di ben duecento volte (0,2 microgr./kg), segno irrefutabile del processo di dissipazione della materia messo in evidenza da Georgescu-Roegen e rivelatore, forse come nessun altro, della brusca accelerazione impressa dall\'industria alla crescita di entropia sulla
Terra. Dato il suo alto peso specifico e la bassa tensione di vapore, in condizioni naturali il piombo nell\'aria dovrebbe essere praticamente zero. Nessuna specie vivente ha elaborato difese per non riceverlo dall\'atmosfera (…). Ma dai motori a combustione interna il piombo viene espulso in particelle per la massima parte inferiore al micron, sotto forma di aerosol trapassante direttamente nel sangue dagli alveoli polmonari” (Sacchetti, A., L\'uomo Antibiologico, Feltrinelli, Milano, 1997, pag. 31, 40). Segue una spiegazione dettagliata delle conseguenze relative finora conosciute, di cui risparmiamo l\'esposizione.
Orbene, la contaminazione da piombo è una danno della categoria ii), poiché s\'è perduta la natura esente da questa sostanza – e quindi, coeteris paribus, ↓Φ –; nondimeno, se l\'individuo medio non è a conoscenza del fatto, egli non avvertirà tale deperimento di ricchezza; relativamente a ciò accadrà che Ψ = 0, così da annullare il secondo termine della (R.3), e ricadere nella situazione descritta dai neoclassici.
Più in generale, se non si è mai provato un gusto autentico non ci si può accorgere del suo deperimento.
Detto ciò, per i danni della categoria i) - sopraggiunta rarità e aumento di prezzo -la mancanza d\'attenzione è dettata dall\'incessante pubblicità del rinnovamento merceologico. Tale pressione sui desideri, continuamente stimolati, fa perdere di vista al consumatore il riavvolgimento del tappeto alle sue spalle; analogamente il conformismo derivato dall\'azione degli stessi mezzi di pressione rende inavvertibili i danni di tipo iii), poiché la scomparsa dei rapporti di reciprocità, o la necessità di pagare per attività un tempo gratuite vengono accettate dal consumatore come fatalità del processo secolare.
Se, come diceva Kant, “un lemma è la proposizione che una scienza assume senza dimostrazione, desumendola da un altra scienza”, gli economisti devono ammettere che vi sono forze considerevoli, diffusamente descritte dalla psicologia sociale, che rendono verosimili valori di “Ψ” prossimi allo zero. L\'assunzione dell\'economia istituzionale circa il consumatore sovrano, corrispondente alla situazione Ψ = 1, è quindi quanto di più lontano dalla realtà si possa immaginare.
Pertanto, tecnicamente, l\'assunzione neoclassica secondo cui W = Y è spiegabile non tanto dal fatto che Φ = 0, ovvero che esista o meno una realtà oltre a quella che i neoclassici pretendono di descrivere, quanto piuttosto dai bassissimi valori di “Ψ”, che rendono inavvertita la dinamica relativa all\'andamento del potere economico.
Questa, che è insieme una spiegazione e una critica, non era mai stata portata alla scienza istituzionale; lo dico non per darmi delle arie, ma per richiamare l\'attenzione.
Abbiamo cioè mostrato che non è completamente erroneo quello che osservano i neoclassici (W = Y), ma si spiega per la ragione contraria a quella da loro ipotizzata. Evidentemente gli economisti neoclassici non hanno voluto assumere il lemma che la psicologia sociale e la sociologia avevano da offrire alla scenza economica, ed hanno elaborato dilettantisticamente un\'assunzione di comodo - che ha finito per rendere la scienza economica poco più che una burla, anche se dai risvolti serissimi.
Aver constatato questo ci apre un campo di analisi sostanzialmente vergine, che vedremo nei prossimi interventi, e che ci porterà a spiegare alcuni fenomeni assai reali, e visibile a "occhio nudo" da ognuno.
Buona giornata!
A.G.A.
L\'economista istituzionale a cui fossero sottoposte la categorie d\'analisi con cui stiamo ragionando non avrebbe timore a sostenere che W = Y, dacché questa è l\'assunzione sottostante al modello di riferimento.
Ora, al di là dei valori che può assumere la variabile “Φ”, considerando la (R.3), si nota chiaramente che la situazione descritta dall\'economista neoclassico può essere spiegata anche da un altro fatto, ovvero: Ψ = 0.
Tecnicamente, la variabile “Ψ” determina la coscienza che l\'individuo medio ha della dinamica riguardante il potere economico, “Φ”. E\' logico assumere che 0 ≤ Ψ ≤ 1, con Ψ = 1 corrispondente alla situazione di piena coscienza, e viceversa.
“Ψ” è pertanto una misura di informazione, attenzione e, in senso lato, cultura.
Riprendendo per un attimo i termini della trattazione roegeniana, se consideriamo che la variabile del potere economico è approssimativamente assimilabile alla variabile sociale, la condizione Ψ = 0 è quella che va a spiegare perché avviene la famosa eclissi del termine “Ys”.
Al solito, alcuni esempi aiutano a capire. Nel 1923 alcuni composti organici del piombo “furono aggiunti alle benzine per elevarne il potere antidetonante. Da allora – non essendo il metallo degradabile in alcun modo – il suo livello nell\'atmosfera, nelle acque di pioggia, nel terreno, negli alimenti, perfino negli oceani e nei ghiacciai della Groenlandia e dell\'Antartide si è elevato in misura impressionante (…). Nei ghiacciai della Groenlandia la concentrazione del piombo nei vari strati – corrispondente all\'anno di deposito, datato
mediante radiocarbonio – era nel 1750 doppia rispetto all\'800 A.C. (0,001 microgrammi per kg, invece di 0,0005). Nel 1975, dopo appena due secoli, l\'aumento registrato è di ben duecento volte (0,2 microgr./kg), segno irrefutabile del processo di dissipazione della materia messo in evidenza da Georgescu-Roegen e rivelatore, forse come nessun altro, della brusca accelerazione impressa dall\'industria alla crescita di entropia sulla
Terra. Dato il suo alto peso specifico e la bassa tensione di vapore, in condizioni naturali il piombo nell\'aria dovrebbe essere praticamente zero. Nessuna specie vivente ha elaborato difese per non riceverlo dall\'atmosfera (…). Ma dai motori a combustione interna il piombo viene espulso in particelle per la massima parte inferiore al micron, sotto forma di aerosol trapassante direttamente nel sangue dagli alveoli polmonari” (Sacchetti, A., L\'uomo Antibiologico, Feltrinelli, Milano, 1997, pag. 31, 40). Segue una spiegazione dettagliata delle conseguenze relative finora conosciute, di cui risparmiamo l\'esposizione.
Orbene, la contaminazione da piombo è una danno della categoria ii), poiché s\'è perduta la natura esente da questa sostanza – e quindi, coeteris paribus, ↓Φ –; nondimeno, se l\'individuo medio non è a conoscenza del fatto, egli non avvertirà tale deperimento di ricchezza; relativamente a ciò accadrà che Ψ = 0, così da annullare il secondo termine della (R.3), e ricadere nella situazione descritta dai neoclassici.
Più in generale, se non si è mai provato un gusto autentico non ci si può accorgere del suo deperimento.
Detto ciò, per i danni della categoria i) - sopraggiunta rarità e aumento di prezzo -la mancanza d\'attenzione è dettata dall\'incessante pubblicità del rinnovamento merceologico. Tale pressione sui desideri, continuamente stimolati, fa perdere di vista al consumatore il riavvolgimento del tappeto alle sue spalle; analogamente il conformismo derivato dall\'azione degli stessi mezzi di pressione rende inavvertibili i danni di tipo iii), poiché la scomparsa dei rapporti di reciprocità, o la necessità di pagare per attività un tempo gratuite vengono accettate dal consumatore come fatalità del processo secolare.
Se, come diceva Kant, “un lemma è la proposizione che una scienza assume senza dimostrazione, desumendola da un altra scienza”, gli economisti devono ammettere che vi sono forze considerevoli, diffusamente descritte dalla psicologia sociale, che rendono verosimili valori di “Ψ” prossimi allo zero. L\'assunzione dell\'economia istituzionale circa il consumatore sovrano, corrispondente alla situazione Ψ = 1, è quindi quanto di più lontano dalla realtà si possa immaginare.
Pertanto, tecnicamente, l\'assunzione neoclassica secondo cui W = Y è spiegabile non tanto dal fatto che Φ = 0, ovvero che esista o meno una realtà oltre a quella che i neoclassici pretendono di descrivere, quanto piuttosto dai bassissimi valori di “Ψ”, che rendono inavvertita la dinamica relativa all\'andamento del potere economico.
Questa, che è insieme una spiegazione e una critica, non era mai stata portata alla scienza istituzionale; lo dico non per darmi delle arie, ma per richiamare l\'attenzione.
Abbiamo cioè mostrato che non è completamente erroneo quello che osservano i neoclassici (W = Y), ma si spiega per la ragione contraria a quella da loro ipotizzata. Evidentemente gli economisti neoclassici non hanno voluto assumere il lemma che la psicologia sociale e la sociologia avevano da offrire alla scenza economica, ed hanno elaborato dilettantisticamente un\'assunzione di comodo - che ha finito per rendere la scienza economica poco più che una burla, anche se dai risvolti serissimi.
Aver constatato questo ci apre un campo di analisi sostanzialmente vergine, che vedremo nei prossimi interventi, e che ci porterà a spiegare alcuni fenomeni assai reali, e visibile a "occhio nudo" da ognuno.
Buona giornata!
A.G.A.


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