Le banche americane si strutturano per affrontare la fine dell\'Euro, mentre le Banche Francesi e italiane non prendono in considerazione neppure il problema.
Quella delle banche americane mi sembra la situazione di chi voglia dare una spinta finale ad un processo, alzando la voce e paventando una minaccia.
Se gli investitori internazionali smettessero di investire in Europa certamente ci sarebbe un crollo dei valori espressi in Euro. E la minaccia da parte di Banche americane di farlo certamente non incoraggia gli altri ad investire e forse intimorisce e spinge a disinvestire.
Ma gli altri investitori quanti sono rispetto a quelli manovrati dalle Banche americane?
La Cina ci crederà?
Crederà davvero che le Banche americane abbiano ragione oppure crederà alle Banche Francesi e Italiane che non si pongono neppure il problema?
Cosa vogliono ottenere la Banche americane con questa minaccia?
Vogliono convincere la Merkel che se non consente all\'inflazione di partire i guai saranno ben più grossi anche per la Germania.
E infatti è di oggi l\'apertura della Bundesbank alla possibilità di emissione degli eurobond.
Ma a condizione che i bilanci dei paesi europei sino sotto controllo centrale europeo.
E nonostante che Sarkò abbia già l\'acqua alla gola e Angela alla pancia, i due stanno ipotizzando una nuova europa dell\'euro, con altre regole, formata da loro due a cui gli altri se interessati possono aderire.
Che secondo me è la strada diretta verso la disgregazione dell\'euro e la disfatta della Germania, che vedrebbe azzerarsi le esportazioni in tutti i paesi europei esclusa la Francia.
Avrebbero ragione le previsioni della Banche americane e quindi gli altri investitori internazionali ritirerebbero i loro investimenti dall\'area, determinando una recessione forse a doppia cifra. E poichè la cifra non sarebbe uguale per tutti i paesi, l\'acuirsi dei contrasti e quindi la fine.
L\'alternativa che calmierebbe i mercati è l\'eurobond, cioè sostanzialmente l\'impegno da parte della BCE ad acquistare qualsiasi quantità di titoli del debito pubblico di paesi europei, indipendentemente da chi li abbia emessi.
Ma per evitare che il paese più forte come la Germania paghi il conto, non cè altra soluzione se non quella di consentire alla BCE di "stampare moneta", alla stregua della FED, creando quell\'inflazione, già presente ora, che però aumentando a dismisura potrebbe far temere, specialmente alla Germania, che diventi come quella negli anni \'30 che fu terreno di coltura del Nazismo.
Per noi probabilmente gli scenari possibili sono due:
O si torna alla lira, che si svaluterebbe, dicono del 50% rispetto all\'euro,
O la Germania accetta l\'idea della crescita incontrollata dell\'inflazione.
Il risultato in entrambi i casi non cambierebbe e sarebbe comunque il dimezzamento del potere di acquisto dei nostri risparmi, già dimezzati all\'entrata nell\'euro.
Il pensare di essere Europei rischia di essere stato un lusso che noi potremmo essere costretti a pagare due volte, una volta per entrarci e un\'altra per restarci o per uscirci.
E per volare a Londra a 30 euro, il prezzo è troppo alto.
Quella delle banche americane mi sembra la situazione di chi voglia dare una spinta finale ad un processo, alzando la voce e paventando una minaccia.
Se gli investitori internazionali smettessero di investire in Europa certamente ci sarebbe un crollo dei valori espressi in Euro. E la minaccia da parte di Banche americane di farlo certamente non incoraggia gli altri ad investire e forse intimorisce e spinge a disinvestire.
Ma gli altri investitori quanti sono rispetto a quelli manovrati dalle Banche americane?
La Cina ci crederà?
Crederà davvero che le Banche americane abbiano ragione oppure crederà alle Banche Francesi e Italiane che non si pongono neppure il problema?
Cosa vogliono ottenere la Banche americane con questa minaccia?
Vogliono convincere la Merkel che se non consente all\'inflazione di partire i guai saranno ben più grossi anche per la Germania.
E infatti è di oggi l\'apertura della Bundesbank alla possibilità di emissione degli eurobond.
Ma a condizione che i bilanci dei paesi europei sino sotto controllo centrale europeo.
E nonostante che Sarkò abbia già l\'acqua alla gola e Angela alla pancia, i due stanno ipotizzando una nuova europa dell\'euro, con altre regole, formata da loro due a cui gli altri se interessati possono aderire.
Che secondo me è la strada diretta verso la disgregazione dell\'euro e la disfatta della Germania, che vedrebbe azzerarsi le esportazioni in tutti i paesi europei esclusa la Francia.
Avrebbero ragione le previsioni della Banche americane e quindi gli altri investitori internazionali ritirerebbero i loro investimenti dall\'area, determinando una recessione forse a doppia cifra. E poichè la cifra non sarebbe uguale per tutti i paesi, l\'acuirsi dei contrasti e quindi la fine.
L\'alternativa che calmierebbe i mercati è l\'eurobond, cioè sostanzialmente l\'impegno da parte della BCE ad acquistare qualsiasi quantità di titoli del debito pubblico di paesi europei, indipendentemente da chi li abbia emessi.
Ma per evitare che il paese più forte come la Germania paghi il conto, non cè altra soluzione se non quella di consentire alla BCE di "stampare moneta", alla stregua della FED, creando quell\'inflazione, già presente ora, che però aumentando a dismisura potrebbe far temere, specialmente alla Germania, che diventi come quella negli anni \'30 che fu terreno di coltura del Nazismo.
Per noi probabilmente gli scenari possibili sono due:
O si torna alla lira, che si svaluterebbe, dicono del 50% rispetto all\'euro,
O la Germania accetta l\'idea della crescita incontrollata dell\'inflazione.
Il risultato in entrambi i casi non cambierebbe e sarebbe comunque il dimezzamento del potere di acquisto dei nostri risparmi, già dimezzati all\'entrata nell\'euro.
Il pensare di essere Europei rischia di essere stato un lusso che noi potremmo essere costretti a pagare due volte, una volta per entrarci e un\'altra per restarci o per uscirci.
E per volare a Londra a 30 euro, il prezzo è troppo alto.



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