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La volatilità implicita è una stima di volatilità del sottostante fatta soprattutto dai MM ed è basata generalmente su quella storica. Quindi va bene anche quest’ultima per vedere una tendenza.
Mi potresti dire su che valori possiamo pensare che la volatilità è "corretta" per fare strategie short; e vicversa così ho un altro punto fermo.
Sto raccogliendo i vari pezzi dei tuoi commenti e di quelli di pidi per creare un lavoro che sia organico e armonico per chi entrerà per la prima volta in futuro. Appena siamo a buon punto lo metto in condivisione.
Grazie Az13,
diciamo che l\'apprensività mi sta facendo ritardare l\'operatività sulle opzioni, anzi
diciamo pure che sono un po stufo di stare li a pensare .
Pensa che mi sono studiato la dinamica della volatility surface per capire come i MM la fanno variare
e di conseguenza usare la stessa per estrarre lo smile alla data t= T e di conseguenza avere un\'idea su come si presenterà l\'option-chain quando arriva il momento di campionare il mercato, cioè alla data t=T.
Mi potresti dire su che valori possiamo pensare che la volatilità è "corretta" per fare strategie short; e vicversa così ho un altro punto fermo.
Sto raccogliendo i vari pezzi dei tuoi commenti e di quelli di pidi per creare un lavoro che sia organico e armonico per chi entrerà per la prima volta in futuro. Appena siamo a buon punto lo metto in condivisione.
Ho dato un\'altro programmino per excel che fa proprio questo!
Cercalo nel topic strategia ottimale di Giugno
x Massimo
per operare bisogna fare la sintesi e non l\'analisi... e bisogna essere soprattutto pratici!
E\' vero che quando costruisco una strategia potrei andare in loss ma non è detto che sia necessario intervenire in quanto sarebbe preferibile lasciare che il mercato lavori per noi.
Faccio un esempio.
Io penso che il Bund non supererà i 130 e quindi decido di fare il mio solito spread (per ora conosco solo quelli semplici effettuati con due opzioni).
Siccome lavoro lo lascio lavorare tranquillo anche lui intanto in partenza conosco il mio massimo profitto e la mia massima perdita.
Supponiamo che vendo la 129 e compro la 130. Questo a titolo di esempio.
Potrebbe il Bund inizialmente andare a 129,50 e mi preoccupo così intervengo con un piano B perchè penso che salirà oltre i 130.
Ma poi noto che scende di nuovo e quindi il mio spread era giusto e devo intervenire con un piano C. ma questa volta devo riparare al B. Se continua potrei arrivare al piano Z ma con troppe posizioni in gioco.
Scusate la domanda: Non sarebbe più naturale, diciamo così, lasciare che la strategia giunga al termine o magari chiuderla quando penso di avere un guadagno sufficiente?
Non sarà che non intervenere sia anch\'esso un piano B?
Scrivo questo dopo che AZ mi ha dato l\'imput quando scrive che uno Short Condor se lasciato stare si trasforma in una rendita vitalizia.
Short Condor = rendita vitalizia... sono perplesso, per la verità...
Qualcosa mi sfugge... senza dubbio.
Basta fare una piccola simulazione utilizzando i prezzi storici delle opzioni degli ultimi 5 anni e le varie chiusure mensili che ci sono state per rendersi conto del piccolo vitalizio.
Ovviamente non ho detto che ogni mese si va alla cassa, si presenta il payoff e si incassa come se fosse una pensione.
Devi fare un discorso medio: ci sono alcuni mesi che perdi e alcuni mesi che guadagni. Ora sai benissimo che ci sono lunghi periodi di lateralità della borsa. Statisticamente – ed è stato provato – il 67% dei mercati si muove in uno stretto range.
Credo che per chi non può stare al computer per tutta la sessione del mercato, deve decidere
con quale frequenza campionare lo stesso, ed attenersi in modo disciplinato.
Se decidi di monitorare una volta alla settimana ti perderai le oscillazioni (sia positive che negative rispetto alla strategia in atto) tra un venerdi ed un\'altro, come dice az13 se la strategia è coperta (con opzioni) non devi preoccuparti, aggiusterai la posizione (se necessario) alla data prefissata.
Diciamo che con un iron condor OTM si può guadagnare l\'80% delle volte con un rapporto rischio/rendimento di 4/1. Cioè per ogni euro di guadagno, ne perdo massimo 4.
Se 8 volte su 10 guadagno 1 e 2 volte su 10 perdo 4, alla fine, aggiungendo le commissioni vado a perdere sicuramente nel lungo periodo.
La strategia, quindi, non presenta alcun vantaggio matematico a priori.
Allora perchè l\'Iron Condor è una delle tecniche più utilizzate dagli option trader?
Primo perchè la maggior parte delle persone non è in grado di prevedere dove andrà il mercato, e quindi si sente più tranquilla con strategie neutrali.
Secondo perchè vendere opzioni OTM, "coperte" da una certa tranquillità psicologica (ed è qui che bisogna fare attenzione).
l\'IC, in realtà, non è semplice da gestire, e più aumenta la probabilità di guadagno, più aumenta la possibilità di una perdita che può spazzare via il guadagno di un anno e anche peggio.
Quindi mai lasciare che la posizione vada verso la massima perdita. Il vantaggio si ottiene solo se si riesce a contenere le perdite durante gli eventi sfavorevoli a valori "bassi" o mediante chiusura della posizione e incasso del loss o mediante rollate, aggiustamenti o coperture.
Sono d\'accordo con Gigaset
In alternativa propongo, in particolare ad AZ13, che è il più esperto di tutti noi, di seguire insieme una strategia simulata sulla prossima scadenza, stabiliamo sottostante, legs in campo e, ovviamente, simuliamo di operare solo e soltanto il venerdì sera verso le 17 a chiusura mercato.
Vediamo cosa succede e come ci regoliamo. Stabiliamo anche un capitale massimo utilizzabile, ad esempio, direi 5 o 10mila euro max.
Che dite ?
E’ conveniente impostare uno iron condor OTM? E, se decidessimo di mandarlo a mercato, quanto ci aspetteremmo di guadagnare o perdere mediamente protraendo la messa a mercato di questa strategia?
Per saperlo è sufficiente sapere due parametri la probabilità di guadagno e il rendimento.
Ipotizziamo per un momento che i dati che ha detto gigaset siano giusti.
Allora è come se giocassimo con una moneta “imperfetta” che invece di avere una probabilità del 50% di uscire ciascuna delle sue facce, avesse una probabilità dell’80% di uscire Testa e del 20% di uscire Croce.
Supponiamo di dover decidere di partecipare ad un gioco in cui viene lanciata in aria queto tipo di moneta le cui vincite offerte dal gestore del gioco sono le seguenti:
Testa vince 1€
Croce Vince 4€
Prima di prendere delle decisioni relative all’opportunità’ o meno di partecipare sistematicamente a un dato gioco e’ importante chiedersi se ne valga veramente la pena, se cioè le vincite potranno essere quanto meno uguali alle perdite.
In sostanza dobbiamo chiederci se si tratta o no di un gioco equo vantaggioso o iniquo. Per saperlo basta calcolare il Valore Atteso
Calcoliamo il Valore Atteso:
VAT=(0,8*1)+(0,2*-4)=0
VAC=(0,8*-1)+(0,2*4)=0
Siamo in presenza di un gioco equo sia se puntiamo su Testa sia se puntiamo su Croce!
Supponiamo che il gestore del gioco offra invece queste vincite:
Se puntiamo su Testa abbiamo un vantaggio matematico guadagneremo 40 centesimi per ogni euro giocato mentre non ci conviene scommettere sull’evento Croce in quanto perderemmo in media 20 centesimi per ogni euro giocato.
Quindi il problema sta nel portare il rapporto rischio/rendimento da 4/1 a 3/1.
E come si fa: semplice si mette in piedi la strategia non sistematicamente ma quando ci aspettiamo una diminuzione di volatilità come sta succedendo in questo periodo.
Se poi sai gestire la strategia il rapporto rischio/rendimento lo potresti portare anche a 2/1.
Per diminuire il rischio/rendimento si possono applicare diverse tecniche.
Alcune si basano su previsioni sulla volatilità o sul prezzo, e quindi necessitano di un\'analisi del mercato (e soprattutto di una certa capacità previsionale....):
1 - aprire la posizione quando la Volatilità è alta (come dice AZ13).
2 - aprire i due vertical spread (lato put e lato call) in momenti diversi sfruttando i movimenti del mercato
3 - inserire le coperture alle opzioni vendute successivamente a prezzi più convenienti (in questo caso però bisogna accettare posizioni naked short, seppur momentanee)
Oppure si può:
4 - scegliere un IC con scadenza più lontana (ad esempio 3 mesi anzichè 1 mese)
5 - scegliere strike meno OTM
Per AZ13 un applauso in più è inutile perchè le sue capacità e il valore aggiunto che sta portando a chi segue questo forum sono sotto gli occhi di tutti da tempo, mentre per Gigaset.......... calp calp.
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